Tempo di lettura: 2 minuti

Pescara – Tensione a Pescara. La vittoria nella sfida di andata dei play out contro il Perugia non è bastata a stemperare il nervosismo. Ieri mattina, anzi, gli animi si sono ulteriormente surriscaldati, come raccontato dal Centro di Pescara, un articolo ripreso nel pomeriggio anche da La Gazzetta dello Sport. Il giornale abruzzese ha raccontato di una lite tra un tifoso e il centrocampista Alessandro Bruno. Il supporter del Pescara avrebbe incrociato il giocatore originario di Benevento sul lungomare nord e, vedendolo passare in auto, lo avrebbe insultato. Bruno, allora, sarebbe sceso dalla macchina e lo avrebbe colpito con due pugni al volto e uno schiaffo. Il Centro riporta le parole dello stesso tifoso, il quale, in un primo momento, si era ritirato a casa, salvo poi accusare dei giramenti di testa e un gonfiore al labbro che lo avevano convinto a recarsi al pronto soccorso. All’ospedale gli viene diagnosticata una poli-contusione all’arcata zigomatica sinistra, convincendolo a sorgere denuncia contro il giocatore.

Alessandro Bruno, dal canto suo, non ha voluto commentare l’accaduto. Episodio invece confermato dal presidente Daniele Sebastini, tra l’altro suocero del centrocampista. Il numero uno del Pescara ha provato a gettare acqua sul fuoco in un’intervista rilasciata al portale tuttomercatoweb. “Purtroppo in una situazione critica come quella che stiamo vivendo, gli animi si sono riscaldati persino troppo, sono situazioni che non dovrebbero mai succedere ma anche le provocazioni hanno un limite. Pur condannando tutti e due i gesti, non credo giusto offendere un ragazzo per i risultati sportivi, serve rispetto. E la vicenda non è comunque andata come ha raccontato una sola parte, dato che Bruno ha preferito non parlare“, ha spiegato Sebastiani, “lui non si sarebbe mai fermato se non avesse ricevuto un colpo all’automobile, pensava di aver tamponato qualcuno. Ci sono state poi offese e spinte e Bruno ha reagito, non sempre si può porgere l’altra guancia. Chiaro poi che rispondere alle provocazioni non va bene, hanno sbagliato tutti e due, ma il rispetto deve essere al primo posto. Culturalmente non c’è questa idea, parlo in generale, queste cose non succedono solo a Pescara. Mi dispiace che Bruno sia ormai preso di mira da tre anni solo perché è mio genero, quest’anno è stato anche impiegato pochissimo“.