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Cerreto Sannita – Di seguito una nota di Gianmichele Ciaburri del gruppo politico ‘Impegno per Cerreto”:

In settimana si è tenuto il Consiglio Comunale di Cerreto Sannita. Il giorno del consiglio aveva  assunto interesse   da parte dell’opinione pubblica, visto che i due consiglieri del gruppo “rinascita cerretese” avevano invitato  i proprietari delle attività commerciali ad essere presenti, perché si sarebbe affrontata la questione dei contributi dello Stato a favore delle attività economiche locali ancora non corrisposti dal Comune. La discussione all’interno dell’aula consiliare semi deserta, non si è fatta attendere da parte del già ex vice sindaco di Cerreto Sannita, il quale, in buona sostanza ha chiesto di non tenere conto di ciò che prevede la legge visto che ci troviamo in una situazione di emergenza, considerando  anche che altri Comuni hanno già provveduto a fare giungere i soldi alle attività economiche.  Avrei voluto sinceramente non trovarmi nella condizione di prendere le parti  dell’ente cerretese, però per onestà intellettuale, visto  che nei prossimi mesi voglio assumermi la responsabilità di contribuire alla crescita del Paese, credo che sia giunto il momento di dire “basta” a consiglieri comunali che hanno avuto negli ultimi anni il solo compito di riscaldare la sedia e ad altri che spingono la giunta comunale a violare   le  leggi.  Detto ciò, ritengo opportuno nell’interesse degli imprenditori locali, fare chiarezza sulla necessità della regolarità del DURC per avere i contributi. Quasi sicuramente, i consiglieri comunali del gruppo “rinascita cerretese”, fanno finta di non sapere ( per pura #speculazione politica) oppure ignorano la materia, che  il denaro stanziato per le 36 attività commerciali cerretesi è stato previsto dal DPCM 24 settembre 2020. Con il DPCM  il Governo ha regolamentato le modalità di erogazione dei fondi pubblici agli aventi diritto. Se i due consiglieri comunali ( e non solo), invece di perdere tempo ad informare i cittadini di cose inutili e superficiali, avrebbero letto la nota esplicativa del Governo  aggiornata a marzo 2021, la quale al punto 8 recita testualmente: ” è sempre richiesto il DURC. Resta pertanto, ferma la disciplina prevista dal D.L.9 agosto 2013,n.69 conv. con modifica in legge 21 giugno 2012.n.98″. Insomma, mi sembra di comprendere  che chi per dieci anni ha avuto ruoli importanti nell’amministrazione, non conosce le “basilari” norme per gestire  i soldi pubblici. Nonostante tutto, devo riconoscere al gruppo “rinascita cerretese”, che finalmente dopo cinque anni sono riusciti a ristabilire  il principio di #democrazia all’interno dell’ assise  comunale, visto che stanno svolgendo  l’unico  ruolo che la legge riconosce alle minoranze consiliari,cioè di  controllo dell’attività amministrativa, funzione sino ad oggi mai esercitata.  Però, grazie alle mie “umili” conoscenze, intendo  suggerire ai due consiglieri comunali, di  rivolgere le loro attenzioni verso gli uffici  comunali, che nel momento in cui hanno stilato la graduatoria degli aventi ( marzo 2021 ) diritto ai contributi, non li hanno informati  di esibire il DURC in regola per non perdere #tempo a ricevere i soldi. Certo è anche vero che le risorse in termini di  dipendenti comunali ( che devono sbrigare le pratiche) sono state ridotte al #minimo sindacale grazie agli effetti del Dissesto Finanziario. Un  fallimento dell’ ente, del quale i due consiglieri di  “rinascita cerretese” non sanno nulla?  Come non sa nulla del dissesto finanziario o di affidamento diretto di incarichi professionali un  ex amministratore, che in occasione di  un evento  pubblico ( dove non era stata prevista volutamente la presenza del delegato al Turismo del Comune cerretese) ha citato  le bellezze di una cittadina che si fregia della “bandiera arancione”. Chi mai può sostenere che Cerreto  Sannita non sia uno splendido Paese? Solo che mi è parso di capire che l’ex amministratore con le sue pubbliche dichiarazioni,ha voluto fare intendere   che è stato l’artefice o il Conte, capace di fare sventolare sulla Torre Civica lo stendardo della bandiera arancione. Peccato che dall’esterno della comunità  chi ci osserva, ci ricorda non per le bellezze innegabili della cittadina, ma, famosi per il restauro della Torre Civica Medievale, quest’ultima oggetto d’indagine per un giro di tangenti e di incarichi professionali a parenti ed amici, altro che  noti per la bandiera arancione”.