Tempo di lettura: 3 minuti

«Il dirigente dell’Asl Av Morgante il 6 maggio scorso presentò la seconda Bozza dell’Atto Aziendale spiegando che era stato necessario rivederla perché i posti letto della Don Gnocchi erano stati attribuiti impropriamente. Sembrava che avessero accettato le nostre denunce e invece anche quella bozza venne bocciata dalla Regione, costringendo la Morgante a scrivere la Terza bozza, poi approvata da De Luca». E poi?  «A questo punto tutti i sindaci, ad eccezione di quello di Ariano Irpino, hanno accusato la Morgante di depotenziare gli Ospedali pubblici, senza però spiegare perché vengono tagliati oltre 100 posti letto. L’unico che ha fatto delle dichiarazioni per giustificare i tagli è stato De Luca, nella sua visita a Caserta». A affermarlo il M5s di Ariano guidato da Generoso Maraia. «Secondo De Luca la presenza della camorra nella Riabilitazione gestita dai privati è la vera causa dei debiti nella Sanità campana. Potremmo condividere questa tesi ma non possiamo mai accettare che la Provincia di Avellino paghi da sola, e sottolineano da sola, con 116 posti letto in meno, questa presenza malavitosa. In questi giorni – continuano dal M5s – dall’associazione guidata abbiamo condiviso le proteste dei sindaci di Solofra e Sant’Angelo dirette contro la Morgante per l’ennesima bozza di Atto aziendale che penalizza gli ospedali pubblici di Avellino e provincia. Mentre in tutte le altre provincie della Campania i posti letto ospedalieri aumentano, in provincia di Avellino diminuiscono di ben 116 unità. Questi sindaci sono stati pronti a denunciare il danno ma nessun di loro ha trovato il coraggioso per parlare della vera causa di questi tagli. Il presidente De Luca, invece di procedere in questa distinzione preferisce parlare di camorra, invece di iniziare a praticare la legalità si preoccupa di combattere l’illegalità. Alle dure parole di De Luca non sono seguiti i fatti perché è stato proprio lui ad approvare l’atto aziendale della provincia di Avellino, terza bozza in un anno, dove i 111 posti letto della Don Gnocchi vengono definiti impropriamente, come ha affermato la stessa Morgante in una intervista apparsa lo scorso 6 marzo in occasione della presentazione della seconda
bozza poi bocciata. La Morgante deve chiarire questa contraddizione: come ha fatto ad affermare che i posti letto della Don Gnocchi sono attribuiti impropriamente e poi nel suo atto aziendale conteggia tra i posti letto totali, gestiti dagli ospedali pubblici e quindi ospedalieri, anche quelli della Don Gnocchi che non dovrebbero rientrare in quel calcolo. Sembra quasi che si voglia coprire oltre a qualcosa che non va tra Fondazione Don Gnocchi e Servizio Sanitario Regionale, anche l’effettivo numero di posti letto in meno, sottratti, in modo non lecito, a tutti i cittadini sia della provincia di Avellino che di Benevento. I cittadini che vivono in queste due province, se si escludono dal calcolo i 111 posti letto della Don Gnocchi in quanto non ospedalieri, hanno perso 116 posti letto passando da 423 a 307 posti letto ospedalieri. Scriveremo di nuovo alla “signorina” , tanto simpatica a De Luca, del Ministero della Salute che si occupa dei piani di rientro per far presente che né il simpatico De Luca, né la gentile Morgante ha provveduto ad una corretta distinzione tra posti letto ospedalieri e quelli extra-ospedalieri così come previsto dal Dm 70/2015, arrecando, in questo modo, un grave danno agli ospedali della provincia e a tutti i cittadini in essa residenti».