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Benevento – Si è tenuto oggi a Palazzo Paolo V un incontro dal titolo: “La Legge Elettorale, la deriva del voto”. E’ la seconda iniziativa del Dem online, la prima si era tenuta a Pozzuoli. Uguale l’intento: “Conoscere per decidere come direbbero i radicali”, ha spiegato Luigi Razzano che ha moderato il dibattito.

Punto di discussione l’attuale legge elettorale, i meccanismi di uno strumento che va conosciuto per poter essere usato. L’iniziativa, infatti, ha avuto l’obiettivo di approfondire meglio l’impatto che il cosiddetto Rosatellum, avrà sulla campagna elettorale che stiamo vivendo e sulla politica italiana nei prossimi mesi e anni. Per questo motivo si sono incontrati esperti di comunicazione e di meccanismi elettorali che hanno dialogato con politici, militanti ed esponenti della società civile.

Chiaro il punto di vista di uno dei relatori, Carmine Nardone che critica aspramente l’attuale sistema: “Così come è stata pensata non esiste nessuna connessione con la politica e la realtà, la pratica dei nominati ha reso meno autorevole le istituzioni. Auspicherei in un nuovo modello di legge, farei scegliere i candidati direttamente dai cittadini”.  Fondamentale secondo il docente di diritto costituzionale dell’Università di Cassino Marco Plutino, la connessione tra candidati e territorio: “Quello della legge elettorale è un tema duplice si è parlato di come funzionerà’ quali effetti avrà alla luce delle liste, che sono la novità ”.

Qualche cenno anche gli scenari successivi al voto: “Le liste sono state un’occasione raccolta a metà occorreva uno sforzo maggiore per candidare nomi del territorio, nel beneventano questo è stato fatto con attenzione, quindi i frutti arriveranno, in altri territori molto di meno”.

Sicuramente non migliore del porcellum, ma indubbiamente non una buona legge elettorale secondo Luigi Diego Perifano, avvocato amministrativista: “Non garantisce la governabilità crea dei meccanismi manipolativi del voto perché non consente agli elettori di fare una scelta diversa tra il candidato nel collegio maggioritario uninominale e le liste nel proporzionale, e poi ancora una volta nelle misura di due terzi il parlamento sarà di nominati. Sarà sottratta all’elettore la possibilità di scegliere, questo ha portato al degrado della classe politica, e soprattutto una rottura profonda del rapporto tra rappresentanti e corpo elettorale per cui troviamo ad esempio persone di Bergamo candidati al sud”.

Il Dirigente Acli Pasquale Orlando resta invece cauto: “Il tema è quello di favorire la massima partecipazione dei cittadini, la presenza delle candidature nel sistema maggioritario consente un’espressione, dobbiamo vedere gli esiti di questo risultato”.