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Il Comune di Benevento si appresta ad abbandonare l’Ato Rifiuti sannita, costituendo un proprio Sub Ambito Distrettuale. Non un fulmine a ciel sereno: la volontà di palazzo Mosti di separarsi dal resto della provincia era stata già resa nota a mezzo stampa dall’assessore all’Ambiente Luigi De Nigris. Dagli annunci, però, si è passati ora ai fatti. Nei giorni scorsi, la Giunta ha deliberato la proposta di sottoporre al Consiglio Comunale la costituzione del Sad rifiuti del Comune di Benevento.

Gli obiettivi? “Realizzare migliori condizioni di autosufficienza del ciclo dei rifiuti per la Città Capoluogo; un generale miglioramento dell’organizzazione dello stesso o dei suoi segmenti; una sempre maggiore efficienza gestionale ed economica, necessaria anche per facilitare e dar luogo all’applicazione della tariffa puntuale (chi più inquina più paga)”.

E in attesa che ad esprimersi sia il Consiglio Comunale, la Giunta ha richiesto all’Asia la predisposizione di un piano industriale necessario anche a verificare, con il supporto del Co.Na.I, l’effettiva fattibilità ed i vantaggi che possono derivare dalla realizzazione di un impianto di lavorazione in proprio delle frazioni secche della differenziata, sia in termini di abbattimento dei costi che di prospettive occupazionali.

Nei pensieri dell’amministrazione comunale, infatti, c’è la realizzazione di un impianto in zona industriale, all’interno del quale allestire gli impianti selettivi per le diverse tipologie di rifiuti, tranne che per la frazione umida. In quest’ottica, sarà presentata alla Regione Campania una richiesta di finanziamento a totale capitale pubblico.

La tipologia di impianto a cui si fa riferimento – si legge nella delibera – non causa impatti ambientali, quali i disturbi olfattivi come nel caso della frazione umida, per cui non dovrebbe incontrare particolari resistenze locali. L’unica problematica da fronteggiare riguarderebbe esclusivamente la sicurezza dal punto di vista degli incendi, atteso che a seguito dei diversi incendi che hanno interessato vari impianti nel 2018 in tutta Italia, la normativa vigente si è particolarmente inasprita”.

Si tratta di una scelta significativa, dal punto di vista organizzativo ma anche politico, visto che l’autonomia del Capoluogo – pronto a relazionarsi con i Comuni limitrofi – depotenzia notevolmente l’Ambito provinciale.