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Benevento – “Lo scorso 19 maggio, presso il cantiere di Piazza Duomo, su meritoria iniziativa dell’Ordine degli Architetti, si è svolto un interessante dibattito sul progetto del prestigioso studio di fama internazionale “Gabetti e Isola”. Come beneventana nata e residente nei pressi del Duomo, prima ancora che come dirigente di partito, Fratelli d’Italia, vorrei fare alcune riflessioni, scaturenti dall’intervento del Sindaco che ha suscitato molte polemiche.” Questo l’incipit della nota inviata da Ida Santanelli in relazione al dibattito sul progetto di Piazza Duomo.

“Intanto, mi preme ricordare che l’area nodale di Piazza Duomo era inserita nel Progetto Integrato della  Città di Benevento, denominato “Il futuro nella storia”, frutto di una complessa strategia e di attività di programmazione e di pianificazione sperimentali e innovative che, grazie alla loro elevata qualità, riuscirono ad intercettare Fondi Comunitari e premialità aggiuntive della Regione Campania. Appare curioso che questo debba evidenziarlo io e non tanti ex consiglieri comunali, assessori, dirigenti- molti dei quali sono attori protagonisti dell’attuale amministrazione- che non solo condivisero le linee strategiche di sviluppo urbano delle amministrazioni di centrodestra, guidate da Viespoli e D’Alessandro, ma ne sottoscrissero gli atti amministrativi. Questo per dire che dietro a quel progetto di Piazza Duomo c’era un’idea di città, quella di valorizzare il suo potenziale storico, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di rivitalizzazione del tessuto imprenditoriale, idea peraltro condivisa dalle parti sociali”.

Sono trascorsi molti anni – prosegue Santanelli –  e si sono succedute varie amministrazioni che non mi pare abbiano avuto analoga capacità di visione strategica e modernizzatrice. Ovviamente ognuno è libero di non condividere quel progetto ma, considerate le condizioni in cui è il cantiere, ormai la sfida è trovare quanto prima una soluzione sostenibile per restituire la piazza alla comunità. Lascia perplessi l’intervento del Sindaco che nel definire “mostro terribile” un’opera pubblica della sua città, della quale dovrebbe prendersi cura, si limita a denunciare la mancanza di risorse economiche, lamentando di non dover gestire “le incompiute degli altri”…in disprezzo del basilare principio della continuità amministrativa, finalizzato ad assicurare la permanenza del risultato utile per la collettività. Ancor più incomprensibile è che il Sindaco durante il dibattito abbia prospettato  uno scenario di assoluto declino per la città, a causa del suo progressivo spopolamento e invecchiamento. Insomma Mastella si è presentato come una specie di badante che, stancamente, accompagna alla morte una città sempre più anziana e depressa”.

Ci si aspettava qualche proposta concreta – insiste la dirigente di Fratelli d’Italia -, frutto di visioni lunghe, di idee-forza in grado di innervare l’azione politico-programmatica ed amministrativa per individuare soluzioni sostenibili, di alto respiro, che andassero oltre la gestione spicciola dell’indietreggiare il cantiere di qualche metro. Credo che nessuno possa permettersi di non progettare il futuro, considerata anche la  profonda crisi di sistema dell’Italia e  la sua conseguente condizione di debolezza in Europa, dove, peraltro, si accingono ad operare tagli sui fondi che incideranno sulla nostra asfittica economia del territorio. La governance di una città richiede un approccio “smart”, di qualità, sistemico, integrato, che sappia mettere in rete risorse materiali e immateriali, talenti, classi dirigenti, sogni, passioni, progetti , vocazioni, per stimolare la capacità e l’entusiasmo di contribuire a costruire la città del futuro, che è innanzitutto un sistema di servizi complessi”.

Con questo spirito costruttivoconclude – ,  al di là di polemiche e sterili personalismi, vorrei farmi promotrice, auspicabilmente con la collaborazione del segretario cittadino di Forza Italia, avv. Vincenzo Sguera, e degli altri esponenti dei partiti del centrodestra di un “Focus” sulla città, un dibattito aperto agli ex amministratori, alle associazioni, agli ordini professionali, al mondo del volontariato, agli organi di informazione ecc., per far ritornare Benevento driver di un processo di sviluppo di una macroarea che vada oltre il Sannio e che ponga al centro i diritti dei cittadini.”