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Benevento – Indice di pericolosità, predominio territoriale, possesso palla e chi più ne ha più ne metta. Tutto molto bello – per citare un mito come Bruno Pizzul – ma nel calcio a contare sono pur sempre i gol. Il Benevento non solo ne incassa pochi (otto, meno di chiunque altro), ma con la cinquina rifilata al Trapani ha dimostrato di saper tenere il passo anche in zona offensiva, riuscendo a ritrovare un grande alleato nel gol da fuori area. Fino all’ultimo turno la Strega si era resa autrice di un percorso netto senza sfruttare una qualità che pure fa parte del repertorio di diversi calciatori a disposizione di Inzaghi.

Prima del match con il Trapani era stato solo uno il gol dalla distanza, quello segnato da Kragl all’Empoli per il definitivo due a zero; un sinistro potente sul quale Brignoli accennò un intervento che si rivelò però inefficace. I restanti diciannove gol erano stati frutto di azioni finalizzate dall’interno dell’area, compreso ovviamente il rigore che aveva aperto la sfida con il Crotone

Venerdì scorso, dopo altri tre gol nati nella ‘zona calda’, sono arrivate le due gemme di Nicolas Viola, bravo a beffare Carnesecchi prima con la punizione a sorpresa da circa quaranta metri e poi con una conclusione perfetta al tramonto della partita. Due marcature che hanno consentito di far lievitare leggermente il dato riguardante i gol da fuori, che sono ora 3 sui 25 totali per un riepilogativo 12%. Questo vuol dire sostanzialmente che il Benevento nell’88% dei casi è andato a segno da posizione ravvicinata. E non può che essere una virtù per una squadra dalle grandi ambizioni. Più ti avvicini alla porta, meno opportunità hai di sbagliare. Certo, se poi arrivano anche i gol dalla distanza…