Tempo di lettura: 2 minuti

Sconfitto il maltempo si alza il sipario sull’edizione 2019 di “Riverberi – Appia in Jazz”. Dopo il rinvio al 16 giugno della tappa di Forchia, è il suggestivo scenario del Castello dell’Ettore di Apice Vecchia ad ospitare il debutto della rassegna ideata e realizzata da Luca Aquino. Una partenza da ricordare, A impreziosire la serata, infatti, è una delle voci più calde e riconoscibili della musica italiana, quella di Fabio Concato.

Prima ancora, però, a prendersi giustamente la scena è proprio Luca Aquino. Il musicista beneventano illustra il cartellone della rassegna, poi ringrazia la Regione “per aver finanziato e aver creduto nella manifestazione”, infine lascia spazio a Filippo Iebba, assessore comunale, e al sindaco Ida Albanese. Non poteva mancare, però, una presentazione dell’ospite d’eccezione: “La voce di Concato mi ricorda il suono del sax di Paul Desmond”.

A suonare le prime note, però, sono due artisti locali, Ettore Patrevita e Simone Ielardi con il loro progetto di musica intuitiva da cui hanno generato l’album “Primitivo”. Venti minuti di esibizione per una piacevole intro utile a riscaldare la platea. Poi, quando l’orologio fa segnare le 21.40, arriva il momento di Concato. Ad accompagnare l’artista milanese, come da programma, c’è il Paolo Di Sabatino Trio (Paolo Di Sabatino piano, Marco Siniscalco basso, Glauco Di Sabatino batteria). Meno scontati, invece, gli occhiali da sole che il cantautore indossa all’ingresso. Un sorriso e quindi l’invito: “Cantate con me, anche chi è più stonato”. D’altronde, questa sera, come recita il titolo della prima canzone, “E’ festa”. Con “Guido piano”, invece, si entra direttamente nella magia. E Apice comincia a volare.