Tempo di lettura: 2 minuti

Benevento – La nuova stagione che vive l’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento sotto la guida del Direttore Generale, Dott. Mario Nicola Vittorio Ferrante, è testimoniata e gratificata quasi quotidianamente da attestati di riconoscenza di pazienti che hanno trovato nelle cure del Nosocomio “Rummo” un bagno di novella salute e prospettiva di futuro.

Ciò che non era ancora capitato ed è giunta inattesa ieri, è una lettera collettiva di gratitudine, una sorta di “standing ovation”, una specie di applauso corale dei pazienti di un reparto.

“Egregio Direttore Generale – esordisce la missiva – innanzitutto La ringraziamo per il tempo prezioso che dedica ad ascoltare il pensiero dei pazienti del reparto di Oncologia …”.

Il testo prosegue, poi, confidando i sentimenti di “ansia, paura e preoccupazione”, che agitano l’animo di chi è affetto da certe patologie, e rende merito ad un “personale medico ed infermieristica”, oltre che di “alta professionalità, esperienza e premura”, capace di “stemperare” ogni agitazione, ogni turbamento, con una “umana e professionale accoglienza”.

Un generale apprezzamento, che si traduce perfino in una testimonianza di amicizia e di affetto per le “sig.re Daniela Colucci e Raffelina Zampetti”, infermiere, che “con umana dedizione” ed “alla luce della loro lunga esperienza lavorativa in tale reparto”, si approcciano ai pazienti, consapevoli di “esigenze e difficoltà di ciascuno”.

Sono felicemente sorpreso di questa missiva, della quale comunque sono grato agli scriventi – ha commentato il Direttore Generale, Dott. Mario Ferrante. Sorpreso, perché noi non facciamo altro che il nostro dovere con l’amore, la passione e l’impegno sostenuto, che la nostra delicatissima funzione richiede. Felice, perché essa ci conferma nella nostra capacità di essere pienamente e compiutamente medici. Perché – ha spiegato il Manager – per essere veramente medici non basta possedere le conoscenze e le abilità tipiche della professione sanitaria, ma avere la disposizione d’animo per condividere dolori, ansie e gioie dei pazienti, di spersonalizzarsi per essere totalmente con loro e, quando si ha notizia di aver conquistato la loro fiducia e la loro amicizia, è come aver vinto la medaglia olimpica. Ci sentiamo al settimo cielo e tanto ci dà forza ed entusiasmo per dare sempre di più e riuscire a fare sempre meglio nella nostra missione di restituire salute, speranza e futuro”.