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Benevento – “I due milioni e mezzo di euro andati in fumo per l’ITI G.B. LUCARELLI dovrebbero indurre noi tutti ad una severa riflessione”.

Inizia così una nota a firma dei consiglieri  Floriana Fioretti, Luca Paglia, Maria Letizia Varricchio e del segretario cittadino del Pd Giovanni Di Lorenzo. 

“In tempi eccezionalmente gravi, come lo sono le guerre, le pandemie etc, le Amministrazioni Pubbliche, anche per i regimi e le procedure straordinarie che sono giustamente adottate, intensificano gli sforzi, la tempestività e l’efficacia delle loro azioni. Compete, infatti, allo Stato e alle sue diramazioni territoriali mitigare gli effetti drammatici (economici e sanitari) che la congiuntura storica produce sulla cittadinanza. Questa basilare regola di buon senso pare non valga a Benevento e nel Sannio.

C’è, invero, da restare esterrefatti nell’apprendere che la Provincia di Benevento abbia trascurato un tema importante come quello della sicurezza e dell’adeguamento sismico delle scuole con assoluta nonchalance. La revoca del finanziamento milionario, connesso alla progettazione e l’esecuzione dei lavori di miglioramento sismico e riqualificazione funzionale degli immobili del complesso ITI G.B. Lucarelli di Benevento (finanziati con DM Istruzione n° 392 del 30 aprile 2019), qualifica la superficialità dell’approccio e l’inadeguatezza dell’amministrazione provinciale nella gestione della cosa pubblica.

La «toppa», poi, è persino peggiore del buco! Si Attribuisce al Covid-19 la responsabilità di «non aver consentito il dialogo fra le istituzioni del territorio ai fini dell’individuazione di possibili soluzioni per il ricollocamento della popolazione scolastica in altri edifici». Le istituzioni in questione, nel caso fosse sfuggito, non sono l’ONU o la NATO, ma la Provincia e il Comune di Benevento, Di Maria e Mastella!

Come mai, su un tema così essenziale, l’adeguamento antisismico delle scuole, peraltro oggetto di svariate giuste denunce dei genitori e degli studenti, Provincia e comune di Benevento «non sono riusciti a dialogare» facendo perdere due milioni e mezzo di euro?

Che significa, non si sono messi d’accordo?

Gli studenti e i genitori – concludono – attendono una risposta sensata e non le solite prese in giro”.