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Benevento – Rivedibile. E’ il giudizio del primo evento pubblico post covid nella città di Benevento. Un po’ come succede per la vecchia visita militare. Insomma non escluso del tutto ma da correggere. Il parallelo è con la questione legata al distanziamento sociale e al dispositivo di protezione (ancora obbligatorio nonostante Benevento sia covid free) in tempo di pandemia nel bel mezzo della presentazione della sestina finalista del Premio Strega 2020. Il Teatro Romano pieno per il numero consentito, circa 400 persone, ma qualcosa non è andato nel verso giusto nonostante l’organizzazione sia stata impeccabile. Troppi contrasti nel breve arco di tempo: misurazione della febbre prima dell’ingresso e persone vicinissime davanti al cancello di ingresso. Tutto era stato predisposto nel migliore dei modi. Ingressi nominativi, igienizzante e posti numerati e prefissati. Insomma tutti sapevano dove andare e come posizionarsi. Inviti da parte del direttore artistico Renato Giordano, da parte di Mastella e dello stesso Marzullo: “Bisogna avere la mascherina ed essere distanziati“. Invito disatteso dalle persone che si sono disposti in veri e propri nuclei numerosi, tutti vicini e per buona parte senza mascherina o abbassata (inutile in questo modo). Sarà pure la voglia di normalità, ma una tiratina di orecchie alle persone va fatta. Un’altra (tiratina di orecchie) a chi era predisposto al controllo perchè bisognava disciplinare anche la disposizione e non solo l’ingresso: sarebbe stato utile dire alle persone di allontanarsi, essere più distanti e non lasciar creare loro un misto di spazi vuoti e aree piene.

Insomma il primo test è andato benino ma deve migliorare, anche perchè l’emergenza non è finita, il distanziamento è l’obbligo, la mascherina diventa l’oggetto da usare in spazi chiusi o ampi ma con grande assembramento, come il Premio Strega, appunto.