Lo studio: il lavoro è sempre più precario ma crescono i risarcimenti

Lo studio: il lavoro è sempre più precario ma crescono i risarcimenti

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Benevento – La tutela del posto di lavoro in Italia segna una parabola discendente, ma si rafforza la prassi del risarcimento del danno patito dal lavoratore. E’ questa, in estrema sintesi, la diagnosi sullo stato di salute della condizione del lavoro nel nostro Paese consegnata dal docente della Università Federico II, Francesco Santoni, all’uditorio del Convegno promosso dal Dipartimento Economico dell’Università degli Studi del Sannio svoltosi stamani presso l’Auditorium di piazza Arechi. Tema del dibattito: “Le tutele contro i licenziamenti illegittimi”.

Negli ultimi anni il Legislatore, secondo Santoni, ha depotenziato gli istituti giuridici che in passato tutelavano il lavoratore, che quando perde la propria occupazione ha minori possibilità di ottenere il reintegro rispetto al passato ma maggiori possibilità di ottenere un risarcimento. Una magra consolazione rispetto alla perdita del posto.

E’ questa l’amara conclusione che si può trarre dal Seminario promosso e organizzato dai professori Rosario Santucci, Mario Cerbone e Marco Mocella, docenti di Diritto del Lavoro dell’Università del Sannio e inserito in un percorso di formazione del dottorato di ricerca “Persona Mercato Istituzioni” del DEMM, coordinato da Antonella Tartaglia Polcini, docente ordinario di Diritto Civile dell’Università del Sannio.

Secondo gli esperti giuslavoristi che si sono alternati quali relatori in questa giornata di studi, che costituiva anche un percorso di aggiornamento per gli Avvocati iscritti al Foro di Benevento e a quello di Avellino, il diritto del lavoro vive in questo momento una fase di transizione. 

Per Santini, infatti, dopo un periodo di sviluppo dell’ordinamento, incentrato su una crescente tutela dei diritti del lavoratore, con la Legislatura che è stata segnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri affidata a Matteo Renzi, si è registrata una inversione di tendenza. La riforma cosiddetta del “Jobs act” ha indebolito il lavoratore e rafforzato il potere delle Imprese che hanno quindi maggiore margine di manovra nel licenziare. Va però detto che la sentenza n. 194 del 2018 della Corte costituzionale ha segnato un momento di svolta perché ha incrinato sia il Jobs Act che lo stesso Decreto Dignità, voluto dall’attuale Vice premier Luigi Di Maio, in alcune materie in particolare, intervenendo sui criteri di quantificazione dell’indennità risarcitoria in caso di licenziamento illegittimo del lavoratore. Questa pronuncia si è tradotta nei fatti in un intervento volto a tutelare maggiormente la dignità stessa del lavoratore. 

Si attende peraltro per i prossimi giorni una nuova sentenza della Corte Costituzionale in materia di spoil system, ovvero quella procedura consistente nella revoca dei vertici apicali dirigenziali in occasione del cambio di maggioranza politica di Governo.

Al di là di questi interventi della Suprema Magistratura dello Stato, viene tuttavia posto in evidenzia, secondo Santini, il fatto che su un territorio come quello sannita il lavoro nero sia un protagonista della struttura economica locale, così come, purtroppo, l’ancora più grave fenomeno del caporalato.     

Il tema dell’incontro di studio è di scottante attualità, specie dopo la sentenza della Corte costituzionale. Le tutele, oramai assai variegate e fondate su presupposti talora eccessivamente generici e incerti, rischiano di rendere la questione più ingovernabile rispetto al passato ed evidenziano urgenze razionalizzatrici e semplificatrici relative agli interessi da proteggere e alle migliori modalità di tutela per non smarrire l’obiettivo insito in tutta la disciplina del lavoro: quello del giusto contemperamento tra tutela della persona e della sua dignità e libertà dell’impresa e dell’organizzazione aziendale (privata e pubblica).

Santoni ha rimarcato: “Il diritto al lavoro ha avuto un grande sviluppo in Italia in cui si sono consolidati, nel corso degli anni, diversi strumenti. Poi c’è stata una fase di reflusso e alcune tutele fondamentali sono andate modificate. Dopo questa legislazione che aveva ridimensionato la tutela del posto del lavoro poi la sentenza del 2018 ha cercato di ristabilire un equilibrio per il risarcimento del danno. Una sentenza che riporta in avanti le tutele del posto di lavoro”.

Santoni ha poi ribadito come un diritto del lavoro non esista più come in passato, c’è una diversa visione sociale sul lavoro, esiste un’internazionalizzazione delle imprese, esiste la globalizzazione  dei mercati. Si è avuta un’ascesa delle tutele che non può essere mantenuta al 100%. 

 

 

 


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