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Il bello dei media. Prima l’intervista agli “Stati Generali” di Serena Dandini, poi l’appello di Federica Sciarelli con “Chi l’ha visto?” e intanto il tam tam sui social cresceva: “Aiutiamo Syed a ritrovare il pizzaiolo beneventano che lo aiuto”.

Una settimana di ricerche e la missione è compiuta. Syed Hasnain ce l’ha fatta. Voleva rintracciare l’uomo che per primo lo accolse in Italia, ospitandolo e dandogli da mangiare. “Dopo anni di sofferenze e sfruttamenti, un gesto di umanità che mi ridiede speranza” – ha raccontato in più occasioni Syed. Una favola moderna, la sua. Cominciata tra i polverosi mercati del sud dell’Afghanistan, dove la madre lo affidò a un uomo per strapparlo alla guerra e proseguita per otto lunghissimi anni e tra mille peripezie.

Fino a quel tir a cui si aggrappò al porto di Patrasso, per giungere poi in Italia. “Mi nascosi sotto un camion, l’autista neanche sapeva della mia presenza. Sbarcati a Brindisi, il mezzo prese subito l’autostrada, dopo tre ore non ce la facevo più, il motore mi bruciava e non sentivo più le gambe. Urlavo ma l’autista non riusciva a sentirmi, così decisi di rompere il tubo dell’olio. E una volta fermato il tir, scappai dall’autostrada, verso le campagne”.

E oggi lo sappiamo: la strada era la Telesina, la montagna il Taburno. L’angelo che aiutò Syed, infatti, ha finalmente un volto, un nome e un cognome. La sua pizzeria si trova proprio all’uscita di Torrecuso della “372”. Presto, Syed e Carmine, il suo salvatore, potranno riabbracciarsi.

A dare l’annuncio, sulla sua pagina Facebook, poche ore fa, è stato un euforico Syed: “Ho trovato il meraviglioso pizzaiolo, è Carmine di Torrecuso. Ci siamo già sentiti, lo vado a trovare presto. Grazie a tutte le persone che mi hanno aiutato a cercarlo”.

E allora possiamo dirlo, ci avevamo visto giusto: era proprio una favola. Mancava solo il lieto fine. Ora c’è.