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Diciannove voti sono sufficienti alla maggioranza di Clemente Mastella per portare a casa l’approvazione del piano finanziario e delle tariffe Tari per il 2018.

Nessuna sorpresa, dunque, dal Consiglio comunale ‘pasquale’, convocato anche per la Iuc, per il nuovo regolamento che disciplina concessione e uso del contrassegno di parcheggio per disabili e per il regolamento di organizzazione e funzionamento dello Sportello Unico per le Attività Produttive.

Disco verde su tutto dal parlamentino di palazzo Mosti.

Argomento, principe, naturalmente, la Tari, quest’anno particolarmente gravosa per i contribuenti del capoluogo. Per via del conto da saldare alla Samte, determinato da una sentenza del Consiglio di Stato e relativo ai costi di conferimento dei rifiuti a Casalduni per gli anni 2014 e 2015, in particolare.

Ma anche – sottolinea a più riprese l’opposizione – per l’incapacità di contrastare con efficacia il fenomeno dell’evasione.

E’ sulla gestione dell’Asia, però, che si consuma buona parte del dibattito consiliare. Concorsi e consulenze sotto la lette d’ingrandimento degli esponenti di minoranza. E dai banchi dell’opposizione si solleva anche una eccezione tecnica rispetto ai tempi di sottoscrizione del contratto di servizio tra Comune e Asia, giunto soltanto dopo l’affidamento.

Nello specifico, è Raffaele Del Vecchio a leggere una sentenza della Corte dei Conti – relativa al Comune di Bracciano – che precisa: “L’affidamento di un servizio deve di regola essere preceduto e non seguito dal contratto di servizio (che stabilisce tipologia del servizio affidato, modalità e tempi di svolgimento dello stesso), nonché operare una corretta quantificazione dei costi del sevizio stesso”. Altrimenti, per la magistratura contabile si può parlare di “grave irregolarità”.

A rispedire al mittente le accuse, nelle sue conclusioni, è il sindaco Clemente Mastella: “Non accettiamo lezioncine da chi ha amministrato nel passato. Sulla mala gestio dell’Asia la prossima settimana terrò una conferenza stampa assieme all’amministratore unico Donato Madaro. Nessuno spreco, in un anno e mezzo, abbiamo determinato un risparmio di oltre un milione di euro”.

Quanto al futuro dell’azienda, invece, la fascia tricolore non ha dubbi: “Così com’è l’Asia non va bene, la città è ancora polverosa. Il modello a cui guardo è quello della Gesesa, non a caso l’unica partecipata che funziona bene. Il Comune non può gestire i servizi ma deve controllare”.