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Benevento – Giornata conclusiva del primo Forum degli amministratori campani indetto dai cinque vescovi, e dall’Abate di Montevergine delle aree interne della Campania. Una tre giorni costruttiva fatta di approfondimenti e di proposte per restituire speranza a settori dimenticati del territorio regionale, sempre più a vocazione costiera e sempre meno aperti al grande serbatoio naturale, storico ed enogastronomico di cui è ricca la parte interna della regione. Contro spopolamento, sottosviluppo e arretramento culturale, un tentativo improcrastinabile, un impegno irrinunciabile che, secondo l’Arcivescovo di Benevento Accrocca, deve avere i connotati di un vero e proprio manifesto politico da proporre alle istituzioni e dal quale partire per tentare un’ultima sortita prima della resa finale.

Obiettivo a lungo termine è quello di fare del Forum una conferenza permanente, i cui effetti siano portati all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

Questa mattina quattro i temi fondamentali illustrati durante i lavori: ambiente, paesaggio e cura del creato; welfare, servizi e accoglienza; il futuro nella storia, tradizioni, arte e beni culturali; i flussi delle persone e i capitali.

Sul tema ambientale si è focalizzato Federico Massimo Ceschin, coordinatore parchi culturali ecclesiali della CEI: “Questo territorio ha diverse criticità in tema ambientale ma anche eccellenze straordinarie. Occorre fare rete ma spesso aspettiamo troppo chi ci porterà l’infrastruttura e la logistica come soluzione di tutti i nostri problemi. Crediamo che l’isolamento è ciò che ci condanna inesorabilmente e spezza ogni garanzia di futuro mentre in realtà i dati ci dicono cose diverse- insiste Ceschin. C’è stato un incremento del 2,1% del turismo nelle aree interne che ha prodotto un aumento del 6,5% del PIL pro capite. Il 70% dei turisti nel 2018 ha preferito le aree marginali e periferiche; segnali che ci fanno capire la domanda di spiritualità, di futuro viaggia su binari che non sono quelli passati del produttivismo ma dell’accoglienza autentica, della relazione, dei paesaggi incontaminati, delle tradizioni. Tutto ciò richiede lo sviluppo di un’infrastruttura sociale e cioè la capacità effettiva di generare una filiera produttiva tra chi coltiva la terra, la attraversa, chi fa la guida, l’archeologo, il parroco. Insieme, allargando la comunità territoriale potremmo crescere e tutelare il bene comune, frenando anche chi cerca di distruggerlo con discariche, eolico selvaggio e trivellazioni petrolifere”.

Questa tre giorni ha registrato un fatto nuovo e politicamente rilevante mettendo insieme gli amministratori delle aree interne”. Esordisce così Francesco Todisco, consigliere delegato della Regione Campania per le Aree Interne, ribadendo l’importanza dell’incontro e annunciando la costituzione di un Tavolo permanente per lo sviluppo delle aree interne: “Abbiamo guardata all’appello delle Diocesi con interesse. E’ mancato negli anni il livello di interlocuzione che consentisse un trasferimento di consapevolezza all’interno delle comunità. Abbiamo un pensiero da costruire guardare le esigenze specifiche in un’ottica di crescita collettiva che non sia separata dallo sviluppo della Campania. Dialogo, conoscenza e monitoraggio degli strumenti che vengono e verranno messi a disposizione dall’Europa attraverso i fondi 2021-2027. Mettiamoci a lavoro uniti per la crescita delle aree interne”.

Infine, sul tema dei servizi e della accoglienza è intervenuto Mario Melchionna, segretario provinciale CISL Irpinia Sannio: “Io sono veramente contento di questa iniziativa dei vescovi perché hanno avuto la capacità di fare ciò che la politica non è riuscita a fare e cioè mettere insieme associazioni, istituzione, enti locali, organizzazioni sindacali e le diocesi per creare una vera sinergia sul territorio, condividendo idee e obiettivi. Mi auguro e spero che le buone intenzioni vengano raccolte, a partire dalla Regione”.

Melchionna chiude con una stoccata al management dell’A.O. San Pio: “Sulla sanità, bisogna smetterla di fare i piani ospedalieri con la calcolatrice a tavolino. Bisogna tener conto delle caratteristiche del territorio. La difficoltà principale riguarda lo sblocco del turnover, senza questo non ci saranno più medici con il rischio che i nostri ospedali vengano svuotati. Non si può continuare a scherzare e la politica deve smetterla con il clientelismo che danneggia i cittadini”.

A chiudere il convegno Costantino Boffa, consigliere del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha ribadito con forza l’opportunità di agganciare il treno dello sviluppo attraverso la realizzazione della ferrovia di alta velocità/capacità Napoli-Bari).