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Benevento – “Voglio trovare un senso a questa sera, anche se questa sera un senso non ce l’ha“. Un senso questa sera lo ha perso martedì scorso, quando il Torino pareggiando all‘Olimpico ha spedito il Benevento in serie B. Un senso questa sera lo aveva riacquisito per la possibilità di raccontare una bella storia, quella di un ragazzo di 41 anni che si apprestava a coronare il sogno di una vita. Il debutto nel massimo campionato era lì, a un passo e invece una scelta incomprensibile, priva di senso, ha cancellato il lieto fine.

Pier Graziano “GhigoGori non è sceso in campo contro il Torino nel primo tempo e non lo farà perché dopo un viaggio in pullman di dodici ore si accomoderà in tribuna. Un gesto che non merita spiegazioni, perché spiegazioni non possono essercene. Un solo minuto, un secondo in campo con la maglia del Benevento avrebbe rappresentato il giusto epilogo alla carriera di un professionista serio, di un uomo prima di tutto. Al peggio, però, non c’è mai fine e si è deciso di concludere nel modo peggiore, come se non bastasse l’onta della retrocessione.

Un cavillo burocratico, dunque una decisione riconducibile alle alte sfere societarie alle quali Inzaghi ha avuto il solo torto di adeguarsi, ma questa volta sembra il meno colpevole SuperPippo. La verità è che è stato negato a Gori di salutare nel migliore dei modi dopo 15 anni di onorata militanza.