Un tricolore in Liguria e la B nel Sannio: Vinicio Viani, l’ex di ‘altri tempi’

Un tricolore in Liguria e la B nel Sannio: Vinicio Viani, l’ex di ‘altri tempi’

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Benevento – Vinicio Simonetto Viani. Dietro un nome d’altri tempi, che magari ai più dirà ben poco, è nascosto un paragrafo speciale della storia di Spezia e Benevento. Vissuto a cavallo tra il 1913 e il 1983, Viani ha compiuto l’impresa di ottenere sia un tricolore in Liguria che la promozione in serie B nel Sannio. Due eventi storici non festeggiati come avrebbero meritato. Nel 1944 infatti il viareggino fu tra gli eroi calcistici del Gruppo Sportivo 42° Corpo dei Vigili del Fuoco di La Spezia che si aggiudicarono il campionato di ‘Alta Italia’ laureandosi – di fatto – la miglior squadra dell’epoca. Non si può tecnicamente parlare di scudetto perché quel campionato, svoltosi nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, non è ancora oggi riconosciuto appieno dalla Figc. Vi presero parte le formazioni del Nord (ben 60) e del centro (soltanto 5) in quanto tutto il suo svolgimento contraddistinse le aree della Repubblica Sociale Italiana. A organizzarlo fu proprio la RSI avvalendosi del supporto della Federazione, i cui organi furono commissariati dalla dittatura fascista nell’Italia del centro e del Nord. Dal 2002 la Figc ha riconosciuto ufficialmente il successo allo Spezia distinguendolo però da tutti gli altri e stabilendo che sia un ‘titolo onorifico’ e che il suo valore non sia dunque quello di uno scudetto.

La particolarità della situazione, infatti, impone tutta la cautela del caso. A fregiarsi di quel titolo, il cui simbolo viene sfoggiato fieramente dal 2002 sulle divise dello Spezia, fu la squadra del 42° Corpo dei Vigili del Fuoco della città ligure (nella foto), che schierò però i giocatori che appartenevano di fatto al club spezzino. A vincere, insomma, non fu proprio lo Spezia ma una rappresentativa che aveva preso in prestito ai tempi della guerra la maggior parte dei suoi calciatori. Tra questi, nella prima fase della competizione, figurava il nome di Vinicio Viani che diede il suo contributo con cinque presenze alla vittoria del girone iniziale contro  Corradini Suzzara, Fidentina, Parma e Busseto e di quello successivo con Corradini Suzzara, Carpi e Modena. L’attaccante non prese invece parte al glorioso triangolare che si giocò all’Arena di Milano che vide prevalere proprio gli spezzini su Torino Fiat e Venezia consentendo loro di conquistare il trofeo.

Viani, infatti, dopo una brevissima parentesi al Poggibonsi, decise di fare tappa al Sud, precisamente a Benevento, dove con la Associazione Calcio Benevento del tecnico quasi omonimo Gipo Viani, nella stagione 45-46, conquistò la serie B chiudendo al primo posto il girone D di terza serie con gli stessi punti del Gladiator (31 in 22 gare), su cui però mise la freccia grazie a una differenza reti migliore di un gol rispetto ai nerazzurri. La B, quel Benevento, non la disputò mai. Le difficoltà economiche del club non consentirono agli sportivi sanniti di provare una gioia tanto grande e il testimone fu passato alla Scafatese, che aveva chiuso al terzo posto a due punti di distanza dal duo di testa. Fu l’unico campionato disputato nel Sannio da Viani, prima di un ritorno nella sua città natìa, Viareggio e la chiusura nella Massese di una carriera che gli ha consegnato un record oggi ancora imbattuto: nessuno ha segnato più gol di lui in una singola edizione del campionato di serie B. A Livorno, nel 1939/40 gonfiò la rete ben 35 volte migliorando di una marcatura il record che lui stesso deteneva, quello del  ’34/’35 con la Lucchese. Numeri nel tempo solo avvicinati, in rarissime occasioni, ma mai superati. 

Dal ’51 al ’75 in poi il ‘nostro’ ha compiuto un lungo percorso anche da allenatore che lo ha condotto su panchine di ogni luogo d’Italia. Da Pontedera a Siena passando per Verona, Macerata, Como, Carrara e Crotone. Insomma, quello dei doppi ex potrebbe diventare un elenco infinito. Ma in vista di La Spezia è francamente difficile trovare un doppio ex più ‘storico’ e titolato di Vinicio Viani, l’attaccante vincente ma sfortunato; un tricolore a La Spezia e una serie B conquistata a Benevento in qualsiasi altro contesto storico sarebbero stati esaltati e festeggiati fino allo sfinimento. Non negli anni ’40, periodo in cui le scorie della guerra e la precaria condizione in cui versava un Paese soggiogato dal fascismo resero sì le imprese sportive ancor più epiche, ma lasciarono al tempo stesso più spazio ai campi di battaglia che a quelli da calcio.


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