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Telese Terme (Bn) – Una protesta pacifica ma vibrante quella di questo pomeriggio in piazza Minieri a Telese Terme. A sventolare cartelli e chiedere aiuto sono stati i lavoratori autonomi e i titolari di partita Iva della Valle Telesina. Presenti un po’ tutte le categorie: dall’abbigliamento alla gioielleria, dai fotografi ai parrucchieri.

Per i manifestanti i provvedimenti presi dal governo centrale non soltanto non sono abbastanza efficaci per fronteggiare l’emergenza coronavirus ma mettono a serio rischio la tenuta economica di tantissime categorie produttive. “Non ci siamo sentiamo più tutelati e ascoltati da una classe dirigente ormai distante. Così rischiamo di fallire” hanno spiegato. Da giorni, ormai, i commercianti protestano contro il prolungarsi della zona rossa in Campania, con le relative chiusure di alcune attività, e contro i ristori, esigui, che arrivano a singhiozzo. In discussione anche la richiesta di alcuni esercenti di sollevare chi non ha potuto lavorare in questi mesi dal pagamento della Tari per l’anno corrente e per il 2022. 

Tra le richieste anche un intervento più concreto da parte delle istituzioni del territorio e di tutte le autorità competenti affinché siano elaborati criteri di valutazione del rischio adeguati alle realtà territoriali: “Non è possibile che le piccole realtà, come il Sannio, – hanno spiegato i lavoratori – siano trattate allo stesso modo dei grandi centri. Ci sentiamo doppiamente danneggiati. Per questo chiediamo l’immediato passaggio in zona arancione, così da predisporre la riapertura delle attività”.

Una manifestazione che ha raccolto anche la solidarietà dei rappresentanti istituzionali cittadini che hanno ascoltato la voce dei lavoratori garantendo di farsi portavoce, presso i rappresentanti istituzionali a livelli più alti, del disagio della categoria. Presenti infatti il vicesindaco di Telese Terme, Vincenzo Fuschini, il sindaco di Cusano Mutri, Giuseppe Maria Maturo, di Guardia Sanframondi, Raffaele Di Lonardo, di Puglianello, Francesco Maria Rubano, di Amorosi, Carmine Cacchillo, e di Solopaca, Pompilio Forgione.