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Migliora il calcio o spezza l’equilibrio emotivo del tifoso? Il dibattito in Italia è aperto ormai da fine agosto, ma il Var sembra aver raggiunto la definitiva consacrazione. Almeno è questo che si intuisce dalle parole del presidente Fifa, Gianni Infantino, che ha commentato negativamente l’episodio che ha pesantemente condizionato il discorso qualificazione in Nord America: “Gli arbitri possono sbagliare e può capitare che commettano importanti errori di valutazione, ma proprio per questo è arrivato il momento di correggere questi errore. Quando ti giochi la qualificazione per il Mondiale e la gara viene decisa per un’importante svista, allora credo che si debba passare all’uso della tecnologia”. 

In chiave Russia 2018, dunque, la “moviola in campo” – per usare un concetto caro al compianto Aldo Biscardi – sembra poter essere una giusta soluzione: “Se il mondo intero vede un errore in pochi secondi e l’unico a non vederlo è l’arbitro, bisogna fare qualcosa. Siamo pronti a implementare la tecnologia e non c’è nessuna indicazione negativa nei test finora condotti. 

Quando ti giochi la qualificazione per il Mondiale e la partita si decide per un importante errore di interpretazione dell’arbitro, che può succedere perché gli arbitri sono essere umani e sbagliano come tutti, credo allora che sia arrivato il momento di correggere questi errori”. Il gol fantasma che ha permesso al Panama di centrare la sua prima storica qualificazione alla Coppa del Mondo è per Gianni Infantino, presidente della Fifa, l’assist migliore in chiave Var. Ogni volta che il video è stato utilizzato, ha fatto bene, confermando la decisione dell’arbitro o correggendone una sbagliata. L’obiettivo del Var non è correggere i piccoli dettagli ma i grandi errori”.