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Il tribunale di Napoli Nord ha assolto perché “il fatto non sussiste” il medico-psichiatra 73enne Luigi Carrizzone, ex dirigente responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Caserta, dall’accusa di aver approfittato sessualmente di una paziente con problemi psichici nel corso di una visita nel suo studio privato di Aversa. L’episodio era emerso nel 2018 durante le intercettazioni realizzate dalla Procura di Napoli Nord nell’ambito dell’indagine sul sistema di corruzione al Dipartimento di Salute Mentale, che ha portato nel febbraio 2021 all’arresto di Carrizzone e di altre undici persone, per un totale di una sessantina di indagati. I carabinieri del Nas si imbatterono in alcune conversazioni in cui emergeva il presunto abuso sessuale commesso da Carrizzone durante una visita psichiatrica, e anche le pressioni del medico sulla donna affinchè non rivelasse quanto accaduto; questa parte della condotta di Carrizzone è stata stralciata seguendo un percorso processuale autonomo, conclusosi con la piena assoluzione davanti al collegio giudicante interamente al femminile, presieduto da Lucia Ferraro con a latere le magistrate Elvira Terranova e Alessandra Farina. I giudici hanno accolto l’impostazione dei difensori dell’imputato, Giovanni Cantelli e Raffaele Costanzo, che avevano sostenuto la mancanza di una condotta penalmente rilevante di Carrizzone e di prove a carico (pm di udienza era Cesare Sirignano). Per Carrizzone e altre 58 persone resta da affrontare l’8 ottobre prossimo davanti al gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Alessia Stadio, l’udienza preliminare che dovrà decidere sul rinvio a giudizio richiesto dalla Procura in relazione al presunto sistema illecito al Dipartimento di Igiene Mentale dell’Asl. Un sistema che per l’accusa sarebbe imperniato proprio su Luigi Carrizzone. Diversi i reati contestati, si va dall’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione alla turbativa d’asta, ai falsi in atto pubblico alla truffa ai danni di un ente pubblico, dal peculato al traffico illecito di influenze; reato quest’ultimo contestato ad uno degli imputati, il presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero. Tra gli imputati l’imprenditore e patron delle strutture sanitarie EmmeDue Michele Schiavone, l’ex direttore generale dell’Asl casertana Mario De Biasio.