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Caserta – Il Partito Socialista Italiano della città di Caserta, si legge in una nota “è convintamente schierato al fianco di Carlo Marino nel ballottaggio per l’elezione del futuro sindaco di Caserta. L’intera campagna elettorale è stata condotta dal PSI casertano appoggiando la compagine del centrosinistra e Carlo Marino sindaco”.
Il prossimo appuntamento alle urne – dichiara il coordinatore cittadino Massimo Bellomonon sarà soltanto una sfida a due, tra Marino e Zinzi, ma avrà una valenza anche sul piano nazionale. Oltre ad interrompere un’attività amministrativa e politica di centrosinistra, con le conseguenze che si possono immaginare su tutti i progetti pronti a partire, una vittoria del centrodestra avrebbe anche un’altra conseguenza: la prima vittoria della Lega Nord in un capoluogo di provincia meridionale. Ciò avrebbe conseguenze nefaste, in primis sul piano amministrativo, ad esempio sui finanziamenti per i progetti che l’amministrazione comunale uscente ha pianificato, poi sul piano politico perché una vittoria della Lega Nord significherebbe assoggettare Caserta ad una politica che di certo non ha il Sud al centro delle proprie priorità. Una vittoria di Zinzi e del partito del quale è capogruppo in consiglio regionale, metterebbe all’ultimo posto le politiche solidaristiche ed inclusive finora portate avanti dal sindaco Marino. Le conseguenze sarebbero disastrose per la nostra comunità che ha ancora sacche di disagio sociale, culturale ed economico che solo politiche di centrosinistra possono aiutare”.

Non sussistono le condizioni politiche per procedere ad alcun formale apparentamento“. Così il candidato sindaco di Caserta Romolo Vignola, giunto quarto al primo turno delle amministrative con il 10% (4280 preferenze), chiude ogni porta ad un’eventuale alleanza con il sindaco uscente Carlo Marino, candidato di Pd e centrosinistra che domenica e lunedì prossimi sfiderà al ballottaggio Gianpiero Zinzi (esponente Lega appoggiato da Fratelli d’Italia e dal centrodestra).
Già prima delle elezioni Vignola, avvocato 56enne a capo di una coalizione civica di centrosinistra, aveva escluso ogni ipotesi di apparentamento dopo il voto; Vignola entrerà comunque in Consiglio comunale. “Sono un socialista – spiega – e i gravi fatti di violenza squadrista accaduti a Roma devono indurre ad una profonda riflessione circa la necessità di condannare con fermezza ogni ideologia di movimenti o partiti, che utilizzi la violenza come strumento di lotta politica. Sono contrario ad un atteggiamento agnostico e nel pieno rispetto della libertà di scelta dei singoli elettori, mi orienterò secondo i miei valori laici, libertari e socialisti. Sarò all’opposizione e lavorerò per la realizzazione dei punti essenziali del programma della coalizione”.
Per Marino, dunque, non ci saranno formali apparentamenti con nessuno dei candidati civici, nonostante l’appello lanciato subito dopo il primo turno a fare argine contro la Lega di Zinzi e in cui manifestava condivisione per alcuni punti programmatici esposti da Vignola e dagli altri candidati usciti sconfitti, ovvero Raffaele Giovine (quinto con l’8%) e soprattutto Pio Del Gaudio, che con il 12,37% e i quasi 5mila voti ottenuti, veniva subito dietro Marino e Zinzi. Ieri sera Giovine ha escluso ogni ipotesi di apparentamento, stamattina è stata la volta di Del Gaudio mentre Vignola ha ribadito il proprio pensiero qualche ora fa. I tre candidati, pur non accettando l’invito di Marino preferendo il ruolo di minoranza consiliare, hanno però hanno ribadito il “no” ad un’amministrazione di marca leghista.