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Mondragone (Ce) – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’Associazione Mondragone bene comune.

“E sì, i Consiglieri regionali oltre all’asfissiante propaganda sui soldi pubblici dovuti che di tanto in tanto arrivano a finanziare qualche progetto (che non sempre viene realizzato, come nel caso del Centro Servizi Turistici CST che doveva nascere presso la porzione del palazzo acquistato dagli eredi Tarcagnota), oltre ad intestarsi la <politica territoriale> –sempre più svilita e ridotta a poca cosa– e a fare da <capibastone> di tanti <ras politici locali>, portano avanti una straordinaria azione ispettiva (come nel caso del Consigliere dei Verdi Borrelli) e continuano a legiferare, ovvero a fare il loro <mestiere>, quello per cui sono stati eletti e vengono lautamente retribuiti. Non tutti, ovviamente. Ci sono quelli che studiano, danno battaglia, denunciano e propongono e quelli che si limitano alle dirette facebook o ad alzare la mano e a votare per appartenenza politica, proprio perché non possono fare altrimenti. Comunque la buona novella è che la Regione Campania ha una propria legge contro il Gioco d’Azzardo, approvata dal Consiglio Regionale con 32 voti a favore e tre astensioni, dopo la presentazione del relatore di maggioranza Maria Antonietta Ciaramella (Pd) e del relatore di minoranza Valeria Ciarambino (M5S). La nuova legge darà anche disposizioni ai comuni in merito all’apertura di nuove sale giochi. La relatrice di maggioranza del provvedimento in una nota ha espresso la sua soddisfazione: “Non ci sono provvedimenti in Italia al contempo così rigorosi nella tutela, efficaci negli strumenti ed inclusivi nei soggetti attuatori nel contrasto al gioco patologico.” Si prevede, in primo luogo, l’istituzione di un osservatorio regionale e di un fondo dedicato alle vittime del gioco d’azzardo. E inoltre si attuerà una più stringente normativa per l’apertura di nuove sale, che dovranno rispettare una distanza di almeno 250 metri dagli ingressi dei luoghi sensibili individuati in scuole, chiese e ospedali. Previsti, infine, un numero verde regionale e un registro di “inibiti” al gioco. In Italia, come abbiamo più volte denunciato, il gioco con vincita in denaro rappresenta la terza impresa del paese contribuendo al 4% del PIL. Nel 2017, la spesa degli italiani per gioco e scommesse è stata pari all’1.8% del reddito annuo, con il picco, ironia del destino, della Campania (3.3%) quale regione con maggiore spesa. L’AMBC da anni si batte affinché l’Amministrazione agisca sia sul versante della prevenzione che su quello dell’aiuto alle vittime del gioco d’azzardo. Ad oggi però l’insensibilità istituzionale sembra farla da padrona. Ad un inutile e superato regolamento consiliare, per altro disapplicato, non ha fatto seguito alcuna azione da parte di Pacifico&Co. Eppure, dati alla mano, abbiamo denunciato il forte aumento del gioco d’azzardo in città, l’incessante apertura di sale da gioco, anche a ridosso di siti sensibili e l’aumento di cittadini (e delle loro famiglie) che arrivano alla disperazione a causa del gioco d’azzardo. Mentre non abbiamo riscontrato alcuna azione di vigilanza e di controllo, alcuna iniziativa in grado di arginare il fenomeno e aiutare le vittime. Vogliamo sperare che la nuova legge regionale possa in qualche modo spingere anche l’Amministrazione Pacifico ad affrontare la <grave questione del gioco d’azzardo in città> con ben altro impegno”.