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Caserta – Avrebbe tentato di recuperare per conto del clan Mallardo un credito di 110mila euro da un commerciante di Aversa (Caserta), minacciandolo a più riprese, convocandolo insieme ai parenti nel covo della cosca, e costringendolo alla fine a chiudere l’attività. È finito per questo in carcere il 42enne Umberto Lamonica, ritenuto elemento di spicco del “Clan Di Lauro” operante nel quartiere napoletano di Secondigliano; l’uomo è stato arrestato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa e della Tenenza di Arzano su ordine del Gip di Napoli.

L’indagine è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea. L’estorsione da 110mila euro non si è consumata perché la vittima ha denunciato e poi chiuso l’attività al fine di impedire ritorsioni del clan. Lamonica – hanno accertato i carabinieri – avrebbe avvicinato prima i parenti del commerciante, poi quest’ultimo, convocandoli a Secondigliano; qui avrebbe preteso il pagamento di un presunto credito vantato verso il commerciante da alcuni imprenditori, che si erano rivolti al clan Mallardo di Giugliano; i Mallardo, a loro volta, si erano affidati per la riscossione a Lamonica, pregiudicato per associazione di tipo mafioso, già appartenente alla cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”, quindi esponente dei Di Lauro. Lamonica ha provato in tutti i modi ad avere il denaro, ma gli inquirenti sono riusciti a trovare i riscontri alla denuncia del commerciante, e ad arrestarlo, prima che potesse commettere  atti intimidatori.