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Caserta – In concomitanza della Giornata Mondiale del Malato, domani, 11 febbraio, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta riunirà gli otorinolaringoiatri della Campania per un ampio confronto dialettico sui tumori maligni della laringe.

L’occasione è legata al Convegno sul tema “Attualità in chirurgia oncologica laringea: risultati e tecniche chirurgiche”, organizzato dall’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria, diretta dal dott. Marco Manola.

I lavori si svolgeranno in aula magna con inizio alle ore 8:45.

Dopo il saluto della Direzione Strategica dell’AORN di Caserta, l’introduzione sarà affidata al dott. Manola, il quale sottolinea che “l’obiettivo del summit è di offrire una panoramica aggiornata e approfondita sulle possibilità chirurgiche e terapeutiche oggi percorribili nel trattamento del cancro della laringe”.

Articolato in due sessioni, il simposio scientifico sarà preceduto da una lettura magistrale del prof. Alessandro Sgambato dell’Università Cattolica di Roma, che esaminerà le basi patologiche dei tumori delle vie aereo digestive superiori.

Fitto il programma degli interventi, nutrita la rosa dei relatori, tra cui una considerevole rappresentanza di direttori delle unità operative di otorinolaringoiatria delle aziende ospedaliere e universitarie campane e di specialisti del nosocomio casertano.

L’attenzione sarà focalizzata sulle vie di diffusione del carcinoma laringeo, le nuove tecnologie in chirurgia oncologica della laringe, la chirurgia trans orale, le tecniche chirurgiche a disposizione nella chirurgia open orizzontale, in quella parziale e nella laringectomia totale, la chirurgia di salvataggio. Saranno progressivamente evidenziati i risultati raggiunti e raggiungibili attraverso il ricorso alle varie metodiche chirurgiche.

Si stima –segnala il Direttore dell’Uoc di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera di Caserta– che in regione Campania vi siano, ogni anno, 500 nuovi casi di tumore della laringe. Tumore che, se viene individuato ai primi stadi, ha altissime probabilità di guarire definitivamente, consentendo –specifica il dott. Manola– di combatterlo con una chirurgia conservativa, che evita interventi demolitivi estremamente invalidanti”.