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Quando, il 24 novembre scorso, Anteprima 24 fu l’unica testata giornalistica a chiedere conto al direttore delle Reggia Mauro Felicori delle evidenti lesioni che tagliavano i soffitti di alcune stanze del museo, le risposte ricevute furono di “supposizioni certe”.

“Non credo si tratti di cedimenti strutturali – aveva detto all’epoca Felicori – e della coincidenza delle mattonelle saltate in sequenza non ne ho la minima idea, tra l’altro non faccio il tecnico, l’ingegnere o l’architetto. Se vuole lo verifico ma abbiamo i tecnici che conoscono il Palazzo e non ho avuto da loro nessuna ragione di allarme”.

E oggi che il soffitto di una delle stanze della Reggia è crollato, Felicori sembra, almeno, più informato sulle cause che avrebbero determinato il crollo.

“Il distacco di un pezzo di intonaco all’interno della Reggia di Caserta – precisa in una nota Felicori – ha riguardato il soffitto del vano finestra della sala delle dame di compagnia. Da domani saranno compiute analisi più approfondite, consultando il software della stabilità degli aggetti lapidei dotato di sensori che rilevano eventuali micromovimenti, e installato dopo il recente restauro della facciata, per verificare se c’è stata qualche vibrazione in coincidenza del crollo”.

Un software che monitora la stabilità degli aggetti lapidei, con tanto di sensori puntati su eventuali micromovimenti sembrerebbe servire a poco se l’incolumità delle gente continua ad essere a rischio sotto le pietre che si staccano dai soffitti in pieno orario di visita.

“Ma fin d’ora – continua il direttore del museo – si può supporre che si tratti dell’esito di un rifacimento integrale compiuto dopo un terremoto negli anni ’30 che non ha ben aderito al supporto, e degli interventi di rafforzamento eseguiti nel 1985, quando ancora si realizzavano iniezioni di cemento che nel tempo si sono rivelate talvolta incompatibili con la calce. Purtroppo tali problematiche – continua a sottolineare  Felicori – che non hanno comunque alcun rilievo strutturale, non sono visibili dall’esterno, tant’è che non si erano registrati segnali di distacco nei mesi scorsi quando per la prima volta sono state redatte le schede di rilievo dello stato di conservazione delle finiture interne delle sale dell’appartamento storico. La prossima settimana affideremo il lavoro di ripristino”. 

Peccato che, stando alle parole del Direttore, della incompatibilità tra i materiali messi insieme nel 1985 ci si prenda conto soltanto a crolli avvenuti, e che anche lì dove le lesioni sono ben visibili, nessun provvedimento al momento sembrerebbe essere stato preso, almeno ad evitare che dell’attesa di avvio lavori ne paghino le conseguenze visitatori e personale Reggia.