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Capua (Ce) – Quello di sabato scorso è stato solo l’ultimo, inesorabile, crollo di una parte significativa del Muro Romano di Sant’Angelo in Formis.

E monta l’indignazione per il crollo annunciato del manufatto realizzato per proteggere dalle frane l’originario tempio dedicato a Diana Tifatina, dove oggi sorge la Basilica benedettina.

Sta di fatto che già il primo cedimento, avvenuto nel mese di febbraio, fu preso sotto gamba nonostante i solleciti di intervento inoltrati soprattutto dall’associazione Associazione Apollon Onlus sia a tutela del bene sia a garanzia dell’incolumità delle persone.

Voci inascoltate anche dopo il secondo cedimento del 21 agosto scorso, avvisaglia dell’ultimo datato 25 agosto.

Ed è la presidentessa dell’associazione Apollon Onlus Laura Lonardo che, sulla sua pagina facebook, entra nel dettaglio dell’evento tutt’altro che “inaspettato”.

“Il primo crollo del Muro Romano avvenuto nel mese di febbraio – scrive la Lonardo – è stato preso sotto gamba da tutte le istituzioni ed enti preposti, nonostante le numerose PEC inviate dall’Associazione Apollon Onlus OdR, giocando esse solo al rimpallo delle responsabilità, senza effettuare neppure un minimo intervento di urgenza immediata, necessario non solo per la salvaguardia del Sito Monumentale, ma anche e soprattutto per l’incolumità delle persone. Quest’atteggiamento di completo disinteresse ha portato, nella notte tra il 21 e il 22 agosto, ad un piccolo crollo che altro non era se non l’avvisaglia del crollo definitivo avvenuto nel pomeriggio di sabato 25 agosto.
L’oggetto del crollo era parte integrante del Muro che era stato edificato nell’antichità per proteggere il Sito Monumentale di Diana Tifatina dagli eventi franosi già noti all’epoca dai Romani e dovuti al fenomeno geologico oggi denominato dei sinkoles, proprio degli Appennini.
Il Muro Romano di protezione era dotato di poggi, per migliorarne la funzione, poggi che sono venuti meno in epoca medievale e sono stati sostituiti nel tempo da abitazioni che svolgevano comunque la stessa funzione di sostegno. Questa abitudine di costruire edifici appoggiati al Muro è proseguita fino agli inizi del ‘900. Per chiarire alcune inesattezze che circolano in questi giorni, faccio presente che, se nel crollo c’è stato il coinvolgimento di una qualche struttura degli anni 70, si tratta solamente di un muro all’epoca realizzato per rinforzare il monumento.
Queste cose sono ben note alla nostra Sopraintendenza e agli studiosi della Basilica, che la ritengono non un elemento isolato, ma parte integrante di un Sito Monumentale di origine romana (Tempio di Diana Tifatina). Intorno all’anno 1000 il tempio fu adattato e trasformato in Basilica. Essendo di proprietà benedettina, l’Abbate Desiderio fece realizzare dallo stesso artista gli affreschi sia di Montecassino che di S. Angelo in Formis. Si è teorizzato che, forse, solo per un piccolo tratto di muro al lato dell’Arco Romano (quello crollato), non si tratti con certezza di muro completamente di origine romana, bensì di epoca medievale, a causa dei rimaneggiamenti della struttura così come è avvenuto nel tempo per ogni monumento. Comunque si tratta di un muro medievale di 1000 anni!
In questi giorni sto assistendo pietrificata all’esibizione dei vari tecnici, politici ed autorità comunali e al completo disinteresse della Sopraintendenza…Ancora una volta subiamo gli effetti della grande strafottenza, incompetenza, incoscienza ed irresponsabilità dei nostri politici, enti, istituzioni preposte, tecnici che fanno orecchio da mercante in altre faccende affaccendati”.