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Marcianise (Ce) – Sono ore di tensione, preoccupazioni e polemiche a Marcianise dove il piccolo Giuliano Margherita, bimbo disabile e senza famiglia, continua la sua estenuante lotta per la vita sostenuto dall’amore dell’intera città “adottiva”.

L’agenda quotidiana sulle condizioni di salute del piccolo coincide con quella social del sindaco di Marcianise Antonello Velardi, accusato da alcuni di “sfruttamento del dolore per fini personali”.

Accuse che non hanno mai condizionato il sindaco marcianisano che in queste ore, proprio sulla sua pagina facebook, ha annunciato l’aggravarsi delle condizioni di salute del piccolo “figlio di Marcianise”.

Dietro questa porta, qui sotto nella foto, c’è Giuliano Margherita, il nostro Giuliano, il figlio di tutta Marcianise – scrive Velardi a commento di una foto postata – La porta conduce alla rianimazione del Santobono e lui è qui. Non sta bene, è ricoverato da quasi 48 ore; purtroppo le sue condizioni non sono migliorate, ma sono nel frattempo peggiorate. I medici non sono fiduciosi.

Oggi pomeriggio è andato a trovarlo il nostro assessore Cinzia Laurenza che è stato con lui una mezz’oretta. Ha parlato con i medici, affettuosissimi, premurosi, impeccabili con il nostro angioletto. Vi trasferisco la frase che ha pronunciato una dottoressa di turno in rianimazione, in questa domenica che celebra la festa della mamma, quella mamma che Giuliano non è riuscito mai ad abbracciare. “Con Giuliano – ha detto – ormai la scienza ha perso. Non sta proprio bene ma all’improvviso migliora grazie all’amore o grazie alle preghiere. Non grazie al nostro lavoro. Noi ovviamente siamo qui, ma più di questo non riusciamo a fare e non riusciamo a dirvi.

Oltre all’assessore sono stati oggi in rianimazione al Santobono alcuni marcianisani: li ringrazio molto, moltissimo, per questa straordinaria generosità. Hanno regalato la loro domenica pomeriggio a Giuliano; evito di fare i loro nomi ma voglio dire qui, e voglio sottolinearlo con forza, che sono cittadini esemplari e ci hanno dato una grande lezione di civismo e di solidarietà. Ringrazio ovviamente anche Cinzia che è mamma prima ancora che assessore alle politiche sociali.

Amore e preghiere, aiutateci tutti ad aiutare Giuliano: la sua sofferenza è un atto di somma ingiustizia, spero che un giorno qualcuno riuscirà a spiegarci il senso di questa inumana sofferenza”.

Come spiega lo stesso Velardi, il piccolo Giuliano è stato  ricoverato due giorni fa in piena notte all’ospedale Santobono a Napoli a causa di una grave crisi respiratoria.

“Il trasferimento è stato richiesto dal personale di turno nella struttura specializzata dove è ospitato, cioè la sua casa – spiega sulla sua pagina facebook in sindaco di Marcianise – Non vi avevo informato finora per evitare di darvi notizie parziali e perciò imprecise. Il quadro della situazione è ora più chiaro. Giuliano ha avuto una crisi respiratoria causata dai suoi problemi strutturali per effetto dei quali è stato già sottoposto nei mesi scorsi ad un intervento alla trachea.

La crisi è stata gestita ed è tuttora gestita nel reparto di pneumologia del Santobono; i medici hanno ritenuto non indispensabile il trasferimento in rianimazione, i parametri vitali non lo richiedevano.

Da stamattina stiamo monitorando come Comune la situazione, in stretto contatto con il Santobono. Ringrazio in particolare l’assessore Cinzia Laurenza che sta dialogando con i medici. Un forte grazie anche al personale sanitario della struttura specializzata, premuroso e puntuale, e a quello del Santobono, molto professionale.

Stiamo verificando l’evolversi della situazione per poter anche organizzare un servizio di assistenza in ospedale. Giuliano è al momento solo, in un lettino del reparto; tutti gli altri bambini sono accuditi dai genitori.

Mi farebbe piacere che già domani qualcuno di buona volontà potesse andare a fargli compagnia: Giuliano ha bisogno di sentire il nostro calore. I medici continuano a ripeterci che sta molto meglio quando avverte il calore umano. Spero che la mancanza di impegni domenicali possa aiutarvi e consentirvi di fare un salto in ospedale.

Quanto alle condizioni, continuiamo ad essere fiduciosi pur consci della gravità del quadro clinico complessivo; siamo preoccupati per queste crisi sempre più frequenti. In ogni caso, vorremmo, fortissimamente vorremmo, che il bambino non soffrisse così. Il suo strazio è la nostra pena”.