Tempo di lettura: 2 minuti

Castel Volturno – “Il litorale domizio, che conosco bene essendo napoletano, rappresenta uno dei casi più lampanti di contrasto tra le notevoli bellezze naturalistiche e storiche e le grandi potenzialità turistiche, da un lato, ed una condizione di forte degrado sociale e ambientale, dall’altro”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a Castel Volturno (Caserta), dove ha preso parte al premio “Città di Castel Volturno” dedicato a Gino Strada, “un simbolo” ha detto Fico.

“Questo – ha poi aggiunto – è territorio ricco di problemi, dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata ai flussi migratori non gestiti secondo i canali legali e da politiche di integrazione adeguata; dal traffico di stupefacenti allo sfruttamento della prostituzione, passando per la tratta di esseri umani, per il capolarato, l’abusivismo edilizio, la presenza di molte persone in condizione di fragilità e povertà economica ed educativa. La soluzione di questi problemi richiede una combinazione di politiche pubbliche, una collaborazione costante tra istituzioni locali e nazionali e il confronto e la cooperazione con attività associative”.

“A questo scopo – ha proseguito – sono fermamente convinto che occorra agire in tre direzioni. La prima consiste naturalmente nella prosecuzione dell’azione di prevenzione e contrasto dell’illegalità da parte delle forze dell’ordine e della magistratura. Devono essere ristabilite pienamente in questa aree condizioni di legalità e sicurezza senza le quali non sono possibili la convivenza pacifica tra le comunità, lo sviluppo economico ed il rispetto dell’ambiente”.

La seconda consiste “nella promozione dello sviluppo economico e sociale del territorio in senso sostenibile, esaltandone le potenzialità. Credo che il litorale domizio sia una delle zone che potrà trarre maggior beneficio da una transizione ecologica equilibrata. Che passa anzitutto per la bonifica e il risanamento dell’ambiente, a cominciare dal mare, dalle spiagge, dalle pinete, dalle discariche abusive. E poi per la promozione di attività sostenibili di carattere turistico, culturale e produttivo. Le risorse del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, opportunamente utilizzate, potranno certamente concorrere a questi obiettivi. La terza linea di intervento – ha concluso – deve avere come obiettivo l’inclusione sociale e l’integrazione delle categorie più fragili della popolazione, italiane e straniere. Occorre che nessun sia lasciato indietro ed abbia risorse sufficienti per una esistenza dignitosa.È necessario il miglioramento sul vostro territorio dei servizi sociali e sanitari”.