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Avrebbero commesso numerosi furti in abitazione tra le province di Caserta e Benevento, e in una circostanza ebbero anche un conflitto a fuoco con i poliziotti che li inseguivano.

E’ l’accusa a carico di una banda di albanesi contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha disposto il carcere per quattro componenti del gruppo, uno dei quali irreperibile perché rientrato in Albania; gli altri tre sono stati invece raggiunti dal provvedimento nelle strutture carcerarie in cui sono detenuti dall’agosto 2018.

L’ordinanza è stata notificata dalla Squadra Mobile di Caserta, che ha realizzato le indagini con il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Nel mese di agosto di due anni fa, nella notte tra il 22 e il 23, i poliziotti della sezione antirapina della Mobile casertana intercettarono l’auto con a bordo i quattro malviventi, che avevano appena consumato un furto in un’abitazione di Castelvenere (Bn), dove avevano prelevato due cassaforti con all’interno gioielli e una pistola P38, smontandole dal muro della casa.

Ci fu un inseguimento con l’auto dei poliziotti; le due vetture si speronarono, quella dei banditi finì fuori strada. Ci fu anche un conflitto a fuoco durante il quale uno degli albanesi restò lievemente ferito. Alla fine i quattro furono arrestati. I poliziotti si recarono poi nel covo della banda, a Caivano (Na), dove recuperarono parecchi gioielli, ma anche bottiglie di vino, champagne. Nel corso delle successive indagini è emerso che i quattro sarebbero responsabili anche di furti commessi nella città di Caserta. Sempre identica la dinamica: il gruppo arriva alla casa prescelta con auto rubata, forza porta finestra e agisce anche con la presenza dei proprietari in casa, e rubando nelle casseforti o smontandole direttamente.