Tempo di lettura: 3 minuti

Caserta – Chi doveva impedire che tale scempio si consumasse, quale ingranaggio della macchina dei soccorsi non ha funzionato, cosa si immagina di fare per evitare che tale disastro ambientale si verifichi in futuro, sono solo alcune delle domande che istituzioni e cittadini si stanno ponendo in questi giorni, dopo un’estate rovente di roghi e distruzione che ha piegato l’intera provincia di Caserta.

A farsene carico, per recapitarle al Governatore della Campania De Luca, è stato il consigliere regionale Gianpiero Zinzi, presidente della III Commissione speciale ‘Terra dei Fuochi, bonifiche, ecomafie’ del Consiglio regionale. E lo ha fatto con un’interrogazione avente ad oggetto “Incendio dei Colli Tifatini in tenimento di Caserta, ritardi e presunte inadempienze nel Servizio Regionale di Anti Incendio Boschivo”.

Ad emergenza incendi quasi conclusa – si legge – non permetteremo che l’attenzione su ciò che è successo sul nostro territorio cali e finiscano nel dimenticatoio le forti responsabilità del Governo regionale. Vogliamo la verità sull’indisponibilità dell’elicottero richiesto nel pieno dell’incendio dei Colli Tifatini a Caserta e sui mezzi della Sma che risultavano guasti. Sul tema della prevenzione qualcosa non ha funzionato, la situazione di emergenza verificatasi nel Casertano lo ha fatto affiorare in maniera piena. E’ ora che si faccia luce sulle mancanze della Regione Campania”.

In effetti, mentre le colline di Caserta bruciavano per giorni,  tantissimi altri interventi impegnavano i vigili del fuoco su aree verdi abbandonate e su incendi di rifiuti d’ogni tipo in tutta la provincia. “Vogliamo risposte alle notizie rilanciate dalla stampa circa l’indisponibilità di mezzi antincendio – sottolinea Zinzi –  E’ un segnale di chiarezza che dobbiamo ai cittadini. Vogliamo conoscere i motivi dei ritardi che hanno mandato in fumo centinaia di ettari di macchia mediterranea, e quali sia il nesso delle inefficienze riscontrate con le ragioni delle dimissioni dell’onorevole Di Nardo dal ruolo di Consigliere del Presidente per la Protezione Civile”.

Nel frattempo che la politica e le Istituzioni ammettano colpe e responsabilità eventuali, la cittadinanza attiva si rimbocca le maniche per ricostruire. Da qualche settimana è attiva la pagina Facebook  “Un albero per la vita Caserta-Salerno rinasce” che ha già raccolto centinaia di adesioni per rimettere a dimora gli alberi delle colline Tifatine e del Salernitano bruciate dal 5 luglio scorso.“Coinvolgeremo cittadini ed esperti – scrivono le promotrici dell’iniziativa Nadia Verdile e Rosaria VocciaUna cittadina, un cittadino, un albero. Chi vuole partecipare all’iniziativa deve essere consapevole di prendere un impegno civico”.