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I licenziamenti sono stati adottati all’esito di un percorso legittimo“. Così la Jabil in una nota in cui interviene sulla decisione di licenziare 190 lavoratori dello stabilimento di Marcianise (Caserta); una scelta fortemente contestata e ritenuta illegittima dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, perché adottata fuori termine e soprattutto durante la vigenza della norma che sospende per la pandemia i licenziamenti fino a metà agosto.
Le trattative tra l’azienda e i sindacati, con la mediazione del Governo, si sono interrotte nella notte di martedì, dopo esser andate avanti per tre giorni, quando sembrava raggiunto l’accordo sull’utilizzo di altre cinque settimane di cassa integrazione e il contestuale ritiro dei licenziamenti.
“La principale condizione posta dall’azienda – spiega la nota – è stata la definizione di un percorso certo che porti entro la fine di agosto alla risoluzione definitiva degli esuberi strutturali. Purtroppo si è registrata una chiusura totale sulla condizione posta da Jabil che ha costretto l’azienda, suo malgrado, ad interrompere le trattative”.
 
La Jabil ribadisce dunque la ferma volontà di non tornare indietro sui 190 licenziamenti, un passaggio giudicato fondamentale per la sopravvivenza del sito di Marcianise. “Riteniamo che la definitiva risoluzione degli esuberi – spiega la nota – sia un passaggio fondamentale per garantire la continuità delle attività produttive per i dipendenti che rimangono impiegati”. Esuberi che vanno portati a termine entro e non oltre “la fine di agosto”, ovvero subito dopo il 17 agosto, quando cesserà lo stop ai licenziamenti imposto dalla normativa anti-Covid; i sindacati avrebbero invece voluto una riapertura dei termini della procedura con un ulteriore termine di 45 giorni per le consultazioni. La Jabil lascia poi aperta la porta della ricollocazione dei lavoratori presso altre aziende; 160 sono già transitate in altre realtà produttive nei mesi scorsi. “Nel corso della negoziazione avvenuta negli ultimi giorni, con i sindacati e le istituzioni, Jabil – si legge nella nota – si è resa disponibile a revocare da subito i licenziamenti, a richiedere ulteriori 5 settimane di CIGO Covid, a riaprire alle opportunità di reimpiego presso altre aziende ed a rifinanziare con nuovi fondi questo processo”. E spiega che tutto ciò che è stata fatto è legittimo. “La procedura di licenziamento collettivo per 350 persone – ricorda la nota – è stata aperta il 23 giugno 2019. Jabil ha seguito l’iter procedurale previsto dalle leggi italiane in materia di licenziamenti collettivi, effettuando i vari incontri previsti con i sindacati e le istituzioni. Alla fine dell’iter previsto non si è addivenuti ad un accordo sulla gestione condivisa dei 350 esuberi. Jabil secondo i tempi della procedura, avrebbe dovuto procedere ai licenziamenti già il 23 marzo 2020. Con l’avvento della pandemia Covid, si è stabilito con un accordo siglato con i sindacati di posticipare i licenziamenti al 25 maggio, cosa che poi abbiamo effettivamente fatto.Pertanto Jabil ribadisce che i licenziamenti sono stati adottati all’esito di un percorso legittimo”.