“Non mi unisco al coro dei comunicati di bandiera e di bottega volti a raccogliere consensi. Parlo ai cittadini e alle istituzioni: è doveroso il ripristino integrale dei terreni dell’area ex Pozzi, definita negli anni la più grande discarica abusiva mai scoperta in Europa, e solo dopo la bonifica si potrà discutere di nuove destinazioni d’uso davvero compatibili con la salute e con l’ambiente”. E’ quanto ha dichiarato la dirigente sindacale della Cisal Caserta Marianna Grande commentando le recenti reazioni di disappunto dei cittadini dell’Agro Caleno. “Dico con nettezza ciò che la nostra comunità ripete da tempo: non vogliamo ampliamenti industriali né nuovi impianti potenzialmente inquinanti su un territorio già martoriato.Urge il congelamento delle autorizzazioni nelle zone ad alta pressione ambientale, dopodichè si apra un confronto pubblico vero, trasparente e partecipato. I fatti di queste settimane parlano da soli dagli incendi e dalle nubi tossiche tra Teano e l’Agro Caleno alle assemblee affollate dei cittadini che dicono “basta impianti”, si attende una risposta delle istituzioni che dev’essere rapida: monitoraggi indipendenti, bonifiche, controlli capillari contro sversamenti e roghi, e un piano di sviluppo che punti su agricoltura di qualità, turismo di prossimità, artigianato e servizi puliti, non sull’ennesimo impianto rifiuti. A chi governa oggi e a chi ha governato ieri dico senza giri di parole: Sparanise e l’Agro Caleno non sono e non devono diventare la terra della monnezza, il balletto su chi ha autorizzato cosa è stucchevole e vergognoso. Chiamo a raccolta lavoratori, famiglie, associazioni, comitati, parrocchie e corpi intermedi: abbandonate subito referenti politici o aziendali che non garantiscano pubblicamente e per iscritto “zero nuove discariche, zero nuovi veleni, zero nuove morti evitabili, su questa partita” ha concluso la sindacalista “la CISAL è al fianco dei cittadini nelle sedi istituzionali e, se necessario, nelle piazze”.