Tempo di lettura: 3 minuti

Caserta – “La Casertana FC comunica di aver risolto consensualmente l’accordo con il consulente sportivo Aniello Martone. A lui va il ringraziamento per l’impegno profuso in questi anni al servizio dei colori rossoblu e l’augurio di un prosieguo di carriera ricco di soddisfazioni“.

Quattro righe scarne che sanciscono la fine di un rapporto che sembrava indissolubile, quello tra il presidente D’Agostino e il suo consulente di mercato. Tanto difeso, tanto elogiato nel corso delle uscite pubbliche e poi un comunicato di tre righe in cui si ringrazia per l’operato svolto augurando le migliori fortune. 

Strano. La sensazione è che, in un’annata scellerata sotto tutti i punti di vista, organizzativo, tecnico e tattico, si sia voluto trovare il colpevole da mandare avanti. L’aver sollevato Martone dall’incarico ha quasi il senso di voler dire alla piazza “ecco con chi dovete prendervela se non è arrivata la Serie B”.

Ma non è propriamente così, non quando si parla di un uomo, risultati alla mano, che è stato capace di costruire squadre da play off da tre anni a questa parte, capaci di fare sempre un punto in più rispetto all’anno prima, non quando si parla di un uomo al quale, oggettivamente, non è mai stata la possibilità di spiegare certe decisioni pubblicamente, tranne in due circostanze.

Martone ha lavorato sottotraccia, ha dovuto ingoiare tante cose senza potersi difendere e forse è stato troppo anche per lui che potrebbe sentirsi libero di poter decidere e, forse, anche sbagliare, ma assumendosene la responsabilità e potendo spiegare il perchè di certe scelte. E’ indubbio che il direttore possa pagare, fa parte del calcio, ma non dovrebbe esserci solo lui ai saluti. Bisogna ricordare ai più che la Casertana era stata costruita per giocarsi un posto tra le prime cinque del torneo, specie dopo l’arrivo di Castaldo e D’Angelo. La benzina è stata buttata con l’arrivo di Zito, Vacca e Floro Flores negli ultimi otto giorni di mercato. Agli occhi di tutti, specie dei tifosi, la formazione rossoblù doveva essere quella da battere. Ma quando programma tecnico e mercato non collimano o ci sono cambi in corso d’opera, è facile cadere nella brutta figura. A questo, poi, la serie di cambi tecnici che non hanno fatto altro che creare ancora più confusione, con l’apice toccato con l’arrivo di Di Costanzo che, in un colpo solo, ha oscurato Esposito come allenatore e Martone come direttore sportivo. L’inizio della fine in una storia che non poteva avere una conclusione accettabile, nonostante l’arrivo di Pochesci, l’ultima carta da giocare.

La Casertana è uscita al primo turno, come tante altre big che hanno speso il doppio dei rossoblù. Basti solo questo per capire che forse il colpevole era più di uno e che, con tutta probabilità, qualche domanda dovrebbe farsela anche il presidente D’Agostino che ha passione, ha voglia e ambizione. Ma queste, da sole, non bastano. Nel calcio ognuno deve avere il suo ruolo e assumersene le responsabilità in caso di fallimento. E l’allontanamento di Martone non è il caso, paga uno per tutti.