Associazione Mondragone Bene Comune: i servizi sociali che non ci sono

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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune: Mondragone vive una “catastrofe sociale”. Lo spontaneo innesto di cittadini provenienti dalle periferie urbane a noi prossime e le “migrazioni di passaggio” –comunitarie e non– (fenomeni innescati- tra l’altro- dalla presenza di migliaia di case a bassissimo costo, da anarchia diffusa e abusivismi vari e dall’assenza di qualsiasi controllo) sommati alle povertà endogene stanno cambiando il profilo antropologico della città.

Cambiamenti radicali rispetto ai quali chi dovrebbe governarli  si chiude a riccio, si arrocca o si sposta un po’ più in là, abbandonando pezzi di territorio e di comunità al proprio destino. Uno dei tanti settori che caratterizzano dopo oltre 2 anni il fallimento dell’esperienza Zannini-Pacifico è senz’altro quello dei servizi sociali. Per Pacifico, per i suoi consiglieri, assessori, delegati abusivi e illegittimi al welfare e per il suo agitato mentore, nessuna lettura e analisi della realtà, nessuna proposta di ripensamento e ammodernamento del settore, nessun progetto degno di questo nome. I temi del welfare sono usciti dall’agenda di governo di questo sindaco o forse non ci sono mai entrati, anche perché questo sindaco un’agenda di governo non l’ha mai avuta, non saprebbe cosa scriverci. Come l’AMBC va sostenendo da due anni a questa parte, il sistema al comando ama un “welfare non problematico”, ama “servizi sociali soft”.  Ama più continuare a cimentarsi, per esempio, con soggiorni climatici (modello pellegrinaggi) per anziani (si fa per dire), che “sporcarsi le mani” con i problemi delle povertà e vulnerabilità, delle migrazioni, del lavoro che manca, della povertà educativa e della dispersione scolastica che aumenta, dei NEET e dei giovani abbandonati al loro destino, delle dipendenze (da gioco, da alcol, da droghe, da internet e videogiochi ecc) sempre più invasive, delle persone con disabilità costrette a fare i conti  con barriere fisiche e culturali. Per loro i servizi sociali si fermano (a livello comunale come d’ambito) alla distribuzione, possibilmente discrezionale, dei fondi- sempre più scarsi– assegnati. Per loro i servizi sociali non vanno oltre piani di zona sempre uguali e sempre gli stessi, frutto di “taglia e cuci” confezionati senza alcuna voglia né capacità d’inventarsi nuove pratiche e di sperimentare nuovi modelli, a partire dal welfare generativo, che pure l’AMBC era riuscita ad inserire nel programma scritto per Pacifico. Per loro appena il welfare non è più contributi a pioggia, prebende à gogo, case famiglie da foraggiare o enti del terzo settore da favorire, viene immediatamente rubricato sotto la voce “sicurezza”. Ma –per la verità– possiamo tranquillamente sostenere che anche per la sicurezza il “sistema zanninipacifico oltre alle chiacchiere non riesce proprio ad andare. Basta vedere cosa sta accadendo in questa estate da dimenticare!

Mesi addietro, mentre tanti si strappavano le vesti (alcune vesti erano lunghe e nere) e contestavano la realtà, la città è arrivata in più di un’occasione all’attenzione dei media nazionali (Avvenire, RAI 1-Storie Italiane, La7, Corriere della Sera. Da allora su queste questioni è calata una spessa coltre (forse per non ostacolare le indagini): https://www.avvenire.it/attualita/pagine/la-scomparsa-dei-ragazzini-mondragone. Da qualche giorno qualcosa sembra però finalmente muoversi https://www.v-news.it/numerosi-arresti-per-prostituzione-minorile/. Immobile, invece, resta chi dovrebbe amministrare la città, tanto dinamico nel dirigere i flussi dei servizi sociali e l’orchestra degli operatori di settore, quanto incapace di prendersi cura di un pezzo sempre più grande di città (a proposito: le case famiglie che ospitavano quei ragazzi sono ancora un riferimento per il comune?). Ma, d’altra parte, un’esperienza nata dall’impreparazione politico-amministrativa di un “regista” per caso e dall’afasia di un “attore protagonista” per caso non poteva che dar vita- come sta avvenendo– ad un film orribile, il peggiore degli ultimi lustri. Un film nel quale, una volta cacciata l’AMBC: hanno  voluto l’assenza di un assessore delegato al welfare, come al bilancio, affidando una delega ai servizi sociali illegittimamente ad un consigliere che per legge ha invece il compito di programmare e vigilare; hanno ridotto i consiglieri comunali all’alzata di mano; hanno avvolto l’Ente in una nuvola nera che ha impedito anche il più fiacco refolo di trasparenza (sono arrivati a negare l’accesso agli atti); hanno instaurato una discrezionalità pervasiva che alimenta clientele e “sudditi” in una gestione totalmente cinica del potere; hanno occupato ogni angolo dell’azione amministrativa, esautorando la burocrazia “non allineata”(sono arrivati a mettere sotto il loro cappello di tutto e di più, addirittura alcune manifestazioni/celebrazioni religiose e le iniziative di qualche accondiscendente scuola). Dobbiamo solo sperare che per il bene della città i titoli di coda di questo brutto film arrivino molto prima del previsto.