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Facciamo nostro l’allarme delle organizzazioni sindacali della nostra provincia sull’emergenza Coronavirus nelle Case di riposo. Le segreterie CGIL CISL UIL e dei pensionati di Caserta hanno rivolto un appello alle Istituzioni affinché nella loro azione sia data immediata precedenza alle strutture dedicate agli anziani- RSA e Case di riposo– procedendo a controlli a tappeto su tutto il territorio della provincia, essendo le situazioni più a rischio contagio e dove possono crearsi dei focolai, come già purtroppo accaduto in diverse strutture della Campania.

L’appello, firmato anche dal nostro carissimo amico Michele Colamonici, Segretario SPI CGIL Caserta, è stato rivolto al  Prefetto di Caserta, al Direttore Generale ASL di Caserta e ai Coordinamenti degli Ambiti Sociali della provincia di Caserta. Nei prossimi giorni cercheremo di capire cosa si stia facendo a Mondragone e nei comuni dell’Ambito. L’AMBC condivide quanto proposto dal Ministro Provenzano: occorre un reddito di emergenza (Rem). Ma occorrono anche aiuti comunali che si affianchino a quelli governativi. Ci sono settori della nostra economia messi in ginocchio e completamente fermi.  Si corre il rischio che tanti saranno costretti a svendere per disperazione (a chi?) le proprie attività. Sarà una Pasqua difficile per molti. Per non parlare di coloro che hanno già perso o perderanno il lavoro a causa del <Covid-19>. Occorre subito mettere in campo aiuti concreti e, per questo, l’AMBC ha chiesto a chi ha responsabilità di governo cittadino di darsi <finalmente una mossa> e di pensare al bene dei cittadini, scaricando finalmente le 2 perpetue (sia quella vecchia che quella più giovane) che ha sul groppone e riconvertendo tutto ciò che si può del bilancio comunale a sostegno dell’economia cittadina e per l’assistenza alle famiglie in situazione di contingente indigenza economica derivante dalla emergenza epidemiologica Covid-19.

Abbiamo apprezzato la disponibilità della minoranza espressa dal Consigliere Marquez a muoversi in questa direzione. Questo è il tempo della cura. Quelle fatte circolare sono le prime proposte, ma altre se ne possono fare per stornare soldi da spese inutili o che quest’anno non si potranno fare per destinarle alla cura della nostra economia e dei nostri cittadini più fragili. Cercando però di evitare pasticci e clientele, di agire in trasparenza e mettendo tutto nelle mani degli uffici preposti (Servizi Sociali in collaborazione con gli Enti del Terzo Settore) e non di qualche consigliere comunale, che resta illegittimamente delegato, ma che si eccita e diventa irrefrenabile appena sente l’odore della <distribuzione> o di qualche ignaro alzatore di mani.  

E per il <bonus spesa> l’AMBC sottolinea che le risorse governative potranno essere rafforzate da ciascun Comune, con donazioni defiscalizzate di generi alimentari o di buoni acquisto o buoni sconto da parte di privati, produttori o distributori. Inoltre, sempre l’amministrazione comunale potrà acquistare buoni spesa, buoni pasto o generi di prima necessità senza alcuna procedura di gara; il tutto per velocizzare l’operatività degli interventi, riconoscendo alle famiglie bisognose l’aiuto di cui necessitano. Qualcuno ha stimato che l’aiuto valga 400 € a famiglia. Visto però l’ampio margine dato ai comuni nella gestione di tale bonus, aspettiamo di vedere come si organizzeranno.

Anche qualche regione sta intervenendo con proprie risorse aggiuntive: la regione Lazio ha stanziato 10 milioni di euro a favore dei comuni laziali per venire incontro alle famiglie in difficoltà. L’AMBC ha chiesto al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, leader dei Verdi, di sollecitare il presidente De Luca a fare altrettanto. Questa emergenza  sta condizionando anche i nostri comportamenti, facendo emergere non di rado i tratti peggiori. Potrebbe essere utile fare nostro questo efficace volantino diffuso in diverse città spagnole e in rete: <Se vedete un venditore ambulante per strada, non chiamate il numero indicato dal governo per segnalarlo. Andate a comprargli qualcosa. Se notate che gli manca una maschera, non rimproveratelo, vedete se potete procurargliene una.

Non fare il poliziotto. Se sentite che il vostro vicino ha dei sintomi, non guardate fuori dalla finestra per vedere se lo beccate che esce a fare la spesa. Chiedetegli se ha bisogno di qualcosa. Non fare il poliziotto. Se vedete gente per strada che cammina nel vostro quartiere, cercate di non sospettare il peggio, non chiamate il 112. Forse dovevano andare a lavorare. Non tutti hanno il privilegio di chiudersi in casa con il frigorifero pieno. Non fare il poliziotto. Se dovete uscire a fare la spesa, non guardate male chi avete intorno per paura di infettarvi. Salutate. Fate conversazione. Non è il vostro nemico. Non fare il poliziotto. Se incontri qualcuno che vive per strada, non attraversare l’altro lato della strada per paura. Se potete, uscite di casa con del cibo, una maschera in più, un po’ d’acqua in una tanica. Non fare il poliziotto. Evitiamo la diffusione del Poliziavirus. È un virus che non andrà più via>. Resta a casa, così fai del bene a te e agli altri!