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Mondragone (Ce) – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’associazione Mondragone Bene Comune.

La scelta delle ore 11 di una giornata feriale e, quindi, lavorativa non consente a noi dell’AMBC come – per la verità – a tanti di essere partecipi dell’appuntamento organizzato per presentare e discutere il PUC. Volevamo comunque far pervenire ai tecnici della Pica Ciamarra Associati alcune nostre riflessioni e qualche proposta. Per esempio: 1. Il recupero dell’immenso stock abitativo inutilizzato o sottoutilizzato, spesso frutto negli anni di speculazioni o di programmazioni assenti o inidonee, non solo per evitare che possa scivolare da risorsa privata a problema collettivo, ma soprattutto per restituirlo, ristrutturato ed adeguato, ad un piano di sviluppo economico della città. 2. “Costruire sul costruito”, in modo che Mondragone cessi, almeno temporaneamente, di consumare ulteriore suolo, puntando alla rigenerazione, alla ristrutturazione e all’ammodernamento del costruito, alla salvaguardia delle risorse naturali ed ambientali, ad una nuova qualità dell’abitare. 3. Puntare su una Mondragone di Quartieri, ma non di Periferie, per una città rigenerata, rammendata (in linea con il suggestivo progetto di Renzo Piano per le periferie d’Italia) e connessa in tutte le sue diverse parti, fatta di piazze per la Civitas, di luoghi “unici” ma mai marginali, ricca di agricoltura (anche in città), di spazi pubblici o privati, anche condivisi, per i giovani, per le arti e gli artigianati (di produzione, di servizio, artistico), per la creatività, lo sviluppo e la promozione di idee, per un commercio forte e di qualità, per la socialità. 4. “Costruire” una città priva di barriere culturali ed architettoniche, accessibile a tutti, che sappia mettere al primo posto i bambini e coloro che hanno maggiori difficoltà a viverla. 5.  Lavorare per una Mondragone “pubblica”, ove tutti i beni primari e tutti i servizi essenziali siano gestiti direttamente, senza interferenze né sovrapposizioni, ma nella quale anche il suo mare, la sua spiaggia, la sua montagna, i suoi palazzi pubblici, le sue risorse paesaggistiche, architettoniche e storico-culturali, siano sempre di tutti, accessibili a tutti e fruibili da tutti, prive di muri e di steccati, ove il “privato” che temporaneamente eventualmente vi insiste non è mai proprietario ma soltanto un temporaneo gestore regolamentato di “servizi  e beni pubblici”. Sappiamo che pianificare, programmare richiede conoscenza, competenze specifiche, tecnicalità, multidisciplinarietà, contaminazione, creatività ed esperienza. E, per questo, volevamo proporre, tra l’altro, l’allestimento di “Una fabbrica della città”, “Mondragone 2022”, in grado di comprendere per tempo le trasformazioni in atto e progettare e contribuire a realizzare risposte nuove e positive. La Fm2022 come luogo permanente della costruzione collettiva della città, in grado di dare risposte strutturali ai problemi e di offrire soluzioni per il benessere della nostra Comunità. Un luogo di studio, di sperimentazione, di ascolto dei bisogni e delle idee. Il luogo di elaborazione di progetti e di soluzioni ove far “lavorare” esperienze, capacità e professionalità mondragonesi, in grado di tessere relazioni umane, di progettare buone pratiche, di lavorare in rete e di prefigurare la nuova Mondragone. Ma mentre discutevamo di tutto ciò qualcuno ha ricordato che queste cose (e tante altre) sono tutte state da noi scritte nel programma (quello integrale e non la mera sintesi) di Pacifico e da Pacifico sottoscritto. E allora alla Pica Ciamarra Associati abbiamo deciso di inviare il programma integrale di Pacifico come contributo dell’AMBC al PUC. Programma restato fino ad oggi “lettera morta”, così come “lettera morta” resta il PRG e “lettera morta” resterà il futuro PUC”.