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di Marilena Natale

Vincenzo Feola si era rifiutato di entrare nel consorzio del cemento ideato dal clan. Quel monopolio non gli stava bene. E per questo la holding criminale di Casal di Principe lo condannò a morte. Dopo 25 anni i carabinieri del nucleo investigativo di Caserta fanno luce su uno dei “cold case” più efferati della provincia. Alle prime luci dell’alba sono stati notificate quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Bidognetti “cicciotto mezzanotte”, Francesco Schiavone “Cicciariello” (foto), Andrea Cusano, classe ’57, Ettore De Angelis classe 64. Cusano e De Angelis erano fino a ieri cittadini liberi; il loro ruolo nell’omicidio è stato ricostruito dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno evidenziato come il clan pur di impostare il potere criminale non esitava a trucidare chi osava ribellarsi.