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Caserta – E’ un vero e proprio pasticcio ciò che sta accadendo al Comune di Caserta attorno alle procedura di affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti. A poco più di due settimane dalla scadenza dell’appalto quinquennale, e con l’azienda attualmente operante, l’Ecocar, colpita pochi giorni fa da interdittiva antimafia, nessun bando di gara è stato ancora pubblicato; cosa ancora più grave è che la determina del dirigente del settore Ambiente ed Ecologia Marcello Iovino, emessa l’11 gennaio scorso, propedeutica alla pubblicazione del bando di gara, è stata bocciata dal funzionario dell’Ufficio Imputazione Bilancio del Comune Girolamo Santonastaso, perché non risulta ancora definita l’adesione dell’Ente all’Asmel, la centrale unica di committenza che dovrebbe gestire la gara d’appalto; o meglio Santonastaso evidenzia come l’adesione sia avvenuta con delibera di Giunta, e non con delibera emessa dal Consiglio Comunale, in modo non regolare dunque. Dovrebbe ora riunirsi il massimo consesso civico per regolarizzare la procedura di adesione all’Asmel, e solo dopo si potrà procedere alla pubblicazione del nuovo bando. E intanto si prospetta per il servizio prossimo alla scadenza il quasi certo ricorso alla proroga, strumento usato spesso dalle amministrazioni pubbliche su cui più volte è intervenuta la magistratura.

L’igiene ambientale è infatti il servizio pubblico essenziale più importante ma anche più gravido di aspetti problematici in un territorio come quello casertano, in cui oltre ad un quadro di grave degrado ambientale, si pensi alla Terra dei Fuochi,  si scontano appunto situazioni di totale illegalità nel settore: si contano a decine gli amministratori pubblici, tra sindaci, consiglieri, assessori e funzionari comunali, finiti agli arresti negli ultimi anni proprio in relazione agli appalti di igiene urbana sia nell’ambito di indagini della magistratura ordinaria che antimafia. Il nuovo bando, quando sarà pubblicato, prevede un importo del servizio di 115 milioni di euro per sette anni, pari al doppio di quello dell’appalto 2013, che era di 59 milioni di euro. A far lievitare il costo anche l’unificazione del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani a quello dello smaltimento, che fino ad ora erano separati; la circostanza è stata chiesta dalla Giunta guidata dal sindaco Carlo marino nella delibera di indirizzo emessa nel luglio scorso.