Mondragone Bene Comune: “Luminarie ‘a debito’ del comune”

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Mondragone (Bn) – Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune in merito all’allestimento delle luminarie da parte del comune nonostante presenti un bilancio in rosso. Di seguito il comunicato:

“Bisogna dare atto che quest’anno la città si è vestita a festa di tutto punto per il Natale (anche se continua a restare poco vivace). Sia i commercianti che l’<Amministrazione Pacifico> hanno agghindato strade e negozi come non succedeva da tempo. Nonostante le <pezze al culo> che quest’ultima si ritrova a causa di un bilancio in profondo rosso, che di fatto non dovrebbe permetterci né luminarie né tante altre cose. L’AMBC è accusata da alcuni di fare <terrorismo> a proposito delle condizioni dissestate delle casse comunali. Ovviamente l’accusa non arriva dagli <addetti ai lavori>, i quali– in quanto responsabili dello sfascio- fanno <orecchie da mercante> e tentano di snobbarci. Leggere delle <lamentele> rispetto all’assenza delle luminarie in alcune zone della città (<lamentele> poi superate con un supplemento di addobbi) è una indiretta conferma però che si fa fatica a credere a quanto andiamo denunciando pubblicamente da molto tempo e a prendere coscienza che il nostro comune è sostanzialmente fallito, che non si potrebbe permettere neppure le torce di legno e pece per illuminare le strade. Altro che luminarie! Quindi, un centinaio di persone, coloro che hanno per vent’anni -in quota parte- determinato il dissesto, fanno finta di niente, <arraffando> tra proroghe, nomine, somme urgenze e clientele le ultime spoglie della città e cercando disperatamente di nascondere il default o almeno di spostarlo in avanti, mentre i cittadini, pur ignorando questa situazione fallimentare, di fatto di tale dissesto già ne scontano le conseguenze in termini di assenza di servizi e di carenza di politiche. Poi, di tanto in tanto, qualcuno emette un labile lamento, ma quasi mai a ragion veduta. Lo scorso anno è soltanto grazie ad un’anticipazione di € 18.204.633 (quasi la metà della spesa annua complessiva), ottenuta dalla banca che ci fa da tesoreria, che il comune è riuscito ad andare avanti. Un’anticipazione che il comune non è riuscito del tutto a restituire entro il 31 dicembre, come impone la legge. Quindi, è soltanto con il ricorso all’indebitamento, al quale ricorriamo senza soluzione di continuità, che riusciamo surrettiziamente a sopravvivere. In poche parole è come se l’Ente riuscisse a malapena a recuperare soldi per andare avanti solo per  6 mesi all’anno, fino a giugno. E per gli altri 6 mesi, per arrivare a dicembre, fosse costretto a chiedere soldi alla banca, <disperandosi> poi per cercare di restituirli, senza riuscirci del tutto e pagando salatissimi interessi. Si tratta di una situazione illegittima ed insostenibile, di una condizione plasticamente fallimentare, destinata soltanto a peggiorare, che Pacifico e compagnia cantando si ostinano a non considerare, ma della quale prima o poi saranno chiamati a rispondere. E la città a pagarne, purtroppo, ancora di più le conseguenze. L’AMBC ha proposto e riproposto l’adozione del Piano Pluriennale di Riequilibrio per scongiurare il dissesto, che avrebbe ripercussioni gravissime sul piano economicofinanziario, organizzativo, delle imposte e tasse locali e sul piano sociale, ma anche per i responsabili di tale disastro. E’ appena il caso di ricordare che gli amministratori che la Corte dei Conti riconosce  responsabili, anche in primo grado, di danni cagionati con dolo o colpa grave, nei cinque anni precedenti il verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati, ove la Corte, valutate le circostanze e le cause che hanno determinato il dissesto, accerti che questo è diretta conseguenza delle azioni od omissioni per le quali l’amministratore è stato riconosciuto responsabile. I sindaci ritenuti responsabili, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo. L’AMBC continua a domandarsi: chi è che sta <piegando> Pacifico a questo sacrificio? E per quale motivo?”