Tempo di lettura: 2 minuti

Castel Volturno (Ce) – “A Castel Volturno la camorra deve essere il passato, e noi come Pd dobbiamo essere a fianco di chi lavora per recuperare tutto ciò che serve per dare futuro a questo territorio”. Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi a Castel Volturno (Caserta), dove oggi ha visitato con il ministro dell’Interno Marco Minniti il caseificio “Le Terre di Don Peppe Diana”, realizzato su un bene confiscato alla criminalità organizzata, in particolare al boss Michele Zaza.

Renzi è giunto con il treno del Pd intorno alle 12.30 nella vicina stazione di Cancello e Arnone, visto che Castel Volturno non è servita dalle ferrovie, accompagnato dal ministro dell’Interno Marco Minniti, dal sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore e dal vice-presidente della Camera Roberto Giachetti; giunto al caseificio posto in zona di campagna, ha incontrato anche il Governatore Vincenzo De Luca, che ieri ha firmato il protocollo con i sindaci del litorale domizio, che dovrebbe portare entro qualche mese alla definizione e alla presentazione del masterplan per il rilancio del litorale domizio-flegreo.

Renzi si è poi soffermato sulla figura di Don Peppe Diana, il sacerdote simbolo della lotta alla camorra ucciso nel 1994 da un killer dei clan dei Casalesi. “Don Peppe – ha proseguito Renzi è stato il simbolo della prima uscita che facemmo nel 2013, appena eletti, perché chi di noi viene dall’esperienza scout, conosce quanto don Peppe e la sua formazione educativa fosse legata al nostro mondo”. “L’attenzione per questo territorio e per un bene confiscato – ha aggiunto – ha oggi un valore simbolico ma anche molto concreto; qui abbiamo scelto di far fermare il treno del Pd, e abbiamo chiesto di esserci alle massime autorità istituzionali; sono presenti il Governatore De Luca e il ministro Minniti, a dimostrazione che l’impegno preso con il sindaco Dimitri Russo viene onorato; certo c’è molto da fare, siamo al fianco della coop sociali che lavorano contro la mafia; qui,m a Castel Volturno, ci sono ancora 150 beni confiscati da assegnare”.