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Si complica la questione dell’appalto rifiuti a Caserta: il Comune ha infatti escluso dalla gara per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, effettuata nel 2019, l‘Energetikambiente, società che era risultata vincitrice della gara, cui però il servizio non era mai stato affidato. La decisione è stata presa a causa dei problemi della società che controlla Energetikambiente, l’Aimeri Ambiente srl di Rozzano (Milano), sottoposta a concordato preventivo.

Peraltro l’Energetikambiente si era presentata anche ad una precedente gara d’appalto indetta nel 2018 dal Comune di Caserta e sospesa per un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che aveva portato alla perquisizione dell’abitazione e dello studio del sindaco di Caserta Carlo Marino e al coinvolgimento di dirigenti comunali; in quella circostanza Energetikambiente si era presentata in Ati con l’Ecologia e Servizi Italia, ma secondo la Dda dietro ad entrambe le società c’era la camorra, che avevano messi gli occhi su un appalto milionario. Nel frattempo la raccolta rifiuti a Caserta è stata effettuata dall’Ecocar, la società cui il servizio fu affidato nel lontano 2011; l’appalto Ecocar è ormai scaduto ad inizio 2018, ma l’azienda romana è rimasta a Caserta grazie a continue proroghe del Comune, nonostante negli anni abbia avuto anche un’interdittiva antimafia. L’ultima proroga all’Ecocar fu concessa lo scorso anno dal Comune a tempo indeterminato, in attesa proprio che venisse affidata la gara di sei mesi più sei ad Energetikambiente; una gara cui partecipò la stessa Ecocar, che arrivò seconda.

A questo punto il Comune potrebbe aggiudicare la gara all’Ecocar, superando anche le minacce dell’azienda di andarsene. Qualche giorno fa infatti, i vertici Ecocar hanno avvisato il Comune della volontà di interrompere il servizio il 29 febbraio, in mancanza di certezze sul futuro. Ed intanto in questa situazione di confusione, restano ancora in servizio all’Ecocar dipendenti con mansioni direttive e stipendi molto “pesanti”, che sarebbero dovuti andare in pensione per sopraggiunti limiti di età già da due anni; si tratta di Enzo Ferraro, ex vice-sindaco di Caserta condannato nel 2019 a sette anni di carcere per tangenti e turbativa d’asta, del coordinatore operativo Giuseppe Zampella e della moglie di quest’ultimo.