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Casal di Principe (Ce) – “Per l’autismo bisogna fare di più. È un fenomeno esploso negli ultimi anni grazie anche all’affinarsi delle diagnosi“. Lo ha detto il ministro della Disabilità Erika Stefani, esponente della Lega, parlando con i giornalisti al centro per autistici “La Forza del Silenzio” di Casal di Principe (Caserta), sorto tredici anni fa su immobili confiscati alla famiglia camorristica facente capo al boss Francesco Schiavone alias Sandokan.

È ovvio poi che per tutte le situazioni di disabilità c’è il complesso argomento del ‘dopo di noi, per il quale c’è una bella legge, la 112, che è interessante e complicata perché coinvolge degli istituti poco conosciuti, come il trust, ma è una legge importante alla quale bisogna credere. Occorre che anche le Regioni ci credano – ha spiegato – Ad oggi il ‘dopo di noi ha un’applicazione un po’ variegata a seconda delle Regioni, e i fondi vengono utilizzata in maniera diversa. Sono state avanzate proposte di modifica della legge sotto il profilo fiscale per far sì che i trasferimenti immobiliari avvengano con dei benefici, e speriamo che da ciò ne possa arrivare un miglioramento“.

Enzo Abate, fondatore e amministratore della Forza del Silenzio, ha chiesto al ministro di “ascoltare i genitori dei ragazzi autistici, perché i protocolli di cura e accompagnamento non possono essere fatti da tecnici che sono magari professori universitari, che però non hanno mai avuto a che fare con un soggetto autistico bambino o adulto. Io sono padre di due ragazzi grandi e autistici, e so bene, come tutti i genitori che vivono questa esperienza, quali sono le loro esigenze“.

Sul tema complessivo della disabilità, la Stefani spiega che “i nodi da sciogliere sono tantissimi. La nascita di questo Ministero ha portato ad un esplodere delle istanze“. La ministra per la Disabilità ha poi aggiunto che è “importante tracciare dei binari dove far correre il treno del futuro. Occorre cambiare anche l’impostazione culturale. Nel momento in cui la nostra società sarà talmente inclusiva che la persona con disabilità non dovrà sottolineare di essere stata dimenticata, allora il ministro delle disabilità non sarà nemmeno più necessario. Ad oggi però bisogna prestare più attenzione. I progetti da fare sono tanti, è una montagna da scalare” ha concluso.