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Carinaro (Ce) – Dopo Napoli, entra in fibrillazione anche lo stabilimento della Whirlpool a Carinaro, nel Casertano. I lavoratori hanno infatti scioperato per 4 ore, con un sit-in fuori ai cancelli, cui hanno preso parte anche i lavoratori della Whirlpool di Napoli, impegnati da mesi in una dura vertenza con l’azienda. Un modo per manifestare unità nella lotta per il lavoro, “a testimonianza che la crisi di Whirlpool – scrivono in una nota i sindacati – è una crisi di tutto il gruppo, che nella Regione Campania sta diventando molto drammatica”. I segretari casertani delle sigle dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim,-Cisl e Uilm, saranno presenti venerdì fuori ai cancelli del sito di Carinaro per un ulteriore presidio con i lavoratori. Lo sciopero realizzato a Carinaro, spiegano i sindacati, era “contro l’immobilismo aziendale, che trasmette incertezza ai lavoratori e alle loro famiglie, e lancia ombre sul futuro industriale del sito di Caserta”. Nell’ultimo accordo ministeriale dell’ottobre 2018, il sito di Carinaro era stato confermato come polo centrale delle parti di ricambio e accessori per i clienti di Europa, Medio Oriente ed Africa. Ma 75 lavoratori non erano rientrati nel piano della Whirlpool, che aveva previsto per loro una ricollocazione presso il gruppo aziendale Seri. “Purtroppo il primo progetto già annunciato nel lontano 2015 con il gruppo Seri – scrivono i sindacati –  che oggi dovrebbe già essere in fase operativa, come previsto nell’ ultimo accordo ministeriale del 2019, registra invece notevoli ritardi e lungaggini che mettono fortemente in discussione il sito di Carinaro, i cui lavoratori sono soggetti da anni a decurtazioni salariali per la riduzione dell’ orario di lavoro. Nell’ultimo incontro tenutosi all’Unione industriale di Caserta, l’azienda Seri ha confermato le difficoltà per l’avvio delle attività che vedrà impegnati 75 lavoratori, difficoltà causate dalle mancate autorizzazioni da parte dei Vigili del Fuoco che si sommano ai ritardi, superati dopo molti mesi, per le controversie con l’Asi e le conseguenti difficoltà negli allacci dell’energia elettrica e del gas necessari ai nuovi impianti. Quello che più preoccupa, oltre alle difficoltà burocratiche, è l’immobilismo di Whirlpool e la volontà di non rispettare gli impegni assunti al tavolo di Confindustria, che prevedono di supportare i lavoratori fino al passaggio nel nuovo gruppo, cosi come era stato ampiamente confermato dalla stessa Whirlpool nei precedenti incontri”.