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Napoli- Sull’attuale situazione del servizio di cremazione nell’impianto comunale dato in concessione, e sul tema specifico del mancato incasso dei diritti fissi sulle salme che vengono portate fuori Comune per la cremazione, problema già sollevato dal consigliere Andrea Santoro (Misto Fratelli d’Italia) in Consiglio comunale, oggi la commissione Trasparenza, presieduta da Domenico Palmieri, ha svolto un approfondimento con la partecipazione del vice Sindaco e assessore ai Cimiteri, Enrico Panini, del responsabile dell’area Cimiteri, Arnaldo Stella, del dirigente del servizio Gestione dei Cimiteri, Fabio Piero
Fracasso, e dell’avvocato Gabriele Romano dell’Avvocatura comunale. La commissione ha anche discusso di altri aspetti della gestione dei cimiteri cittadini, dall’illuminazione votiva al prossimo bando per le sepolture.
 
Come premesso dal presidente Palmieri, se è un elemento positivo l’entrata in funzione dallo scorso febbraio dell’impianto di cremazione comunale che garantisce, a oggi, 9 cremazioni al giorno, resta ancora da chiarire la questione se siano per legge dovuti i diritti fissi che il Comune dovrebbe incassare per le cremazioni effettuate in altri impianti regionali – i mancati incassi sono un problema per un Comune in pre-dissesto – e i tempi per l’entrata in funzione degli ulteriori due forni che permetterebbero all’impianto napoletano di funzionare a pieno regime. Sul primo tema, il consigliere Santoro ha ricordato che per la prima volta, dopo molti anni, il Consiglio non è stato chiamato a determinare le tariffe cimiteriali nell’ambito dei servizi a domanda individuale in sede di bilancio; come ha sottolineato anche al termine del dibattito, in diverse pronunce, il Tar e il Consiglio di Stato hanno ribadito il principio contenuto nel Testo Unico degli Enti Locali che affida al Consiglio la materia. Le tariffe sono state determinate dalla Giunta con una delibera dello scorso mese di marzo (n. 136 del 31 marzo), un atto che, tra l’altro, in una postilla, riporta la dicitura che i diritti fissi non devono essere pagati se le
salme vengono portate fuori dal cimitero per la cremazione; se poteva essere giustificata questa forma di esenzione quando il Comune di Napoli non era dotato di un proprio impianto, oggi, con il ricorso alla cremazione aumentato fino al 90 per cento, con l’impianto
napoletano aperto e funzionante, e con la concorrenza degli altri impianti regionali che hanno abbassato le tariffe per la cremazione, si rischia che i cittadini napoletani continuino ad essere indotti a utilizzare la cremazione fuori Comune, più conveniente per le imprese, e che il Comune di Napoli, a sua volta, subisca un danno dal mancato introito relativo ai diritti previsti dalla normativa in materia anche per le salme che vengono trasportate fuori dal cimitero per la cremazione. Sono da chiarire, infine, anche i tempi per l’entrata in funzione di due nuovi forni e l’attivazione della possibilità, prevista dal contratto di concessione, di costruire nuovi loculi. Nel corso del dibattito il consigliere Vincenzo Moretto (Prima Napoli) ha obiettato sul punto della competenza della Giunta in materia, chiedendo di chiarire con il Segretario Generale la questione perché si configura una violazione del testo Unico degli Enti Locali; la consigliera Marta Matano (Movimento 5 Stelle), a sua volta, ha auspicato, dopo i chiarimenti forniti in riunione, che, una volta completato l’impianto nel 2020, si possa riprendere la questione dei diritti fissi; il consigliere Nino Simeone (Agorà) ha chiesto invece chiarimenti sull’utilizzo dei carri funebri del Comune, sul bando del mese di agosto per il trasporto di indigenti e vittime di criminalità, sulla illuminazione votiva e sul mancato pagamento delle spettanze ad alcuni seppellitori da parte delle ditte incaricate del servizio. Un chiarimento sulle previsioni contenute nella delibera di Giunta comunale dello scorso marzo è stato fornito dal responsabile dell’Area Cimiteri, Arnaldo Stella: il provvedimento, che rientra nella competenza della Giunta così come previsto dal Regolamento comunale di Polizia mortuaria e sottolineato in un proprio parere dal Segretario generale del Comune, interviene sui diritti (previsti dall’articolo 19 del DPR 285/1990) per il trasporto di salma/resto mortale/urna cineraria per la deposizione presso altro Comune o all’estero, aumentando quelli dovuti per l’entrata nel cimitero e abbassando quelli dovuti per l’uscita, ma in ogni caso, nel testo stesso della delibera, il pagamento dei diritti in uscita non è previsto nel caso in cui le salme escano dal cimitero per le cremazioni e poi vi rientrino. Il tema è anche oggetto di un contenzioso davanti al Tar promosso dal
concessionario dell’impianto di cremazione. Su questo aspetto, l’avvocato Romano ha riferito che, al momento, il contenzioso è congelato in attesa che il ricorrente (il concessionario) richieda, come già fatto dal Comune, l’esame del merito; il Comune, intanto, nel proprio atto di resistenza al giudizio, ha eccepito il ritardo con cui è stato presentato il ricorso che, tra l’altro, origina da situazioni contingenti. Sempre su questo argomento, l’assessore Panini ha contestato che si possa parlare di danno erariale perché, nel caso specifico, la tariffa per il trasporto fuori dal cimitero per la cremazione non è prevista e, quindi, non si può configurare come un danno la mancata riscossione. In ogni caso, ha assicurato, l’intera materia sarà oggetto di un riesame una volta che il forno potrà funzionare a pieno regime, e sempre nell’interesse dei cittadini, già dalla prossime settimane, sarà attivato un numero telefonico unico che fornisca informazioni sulle cremazioni e metta in condizione i cittadini di decidere liberamente in merito.
 
In conclusione, l’assessore ha risposto ad alcune delle domande poste dai consiglieri precisando che i carri comunali saranno utilizzati nell’ambito del servizio dei funerali civili che l’amministrazione intende avviare e che, sulla questione dell’illuminazione votiva, dopo la rescissione del contratto con Selav, previo parere dell’Avvocatura comunale, è stato ampliato, per 7 milioni di euro, il contratto che già esiste con l’Associazione Temporanea di Imprese Citelum che si occupa dell’illuminazione pubblica; quest’ultima, nei prossimi due anni e mezzo, dovrà predisporre l’anagrafe dei punti luce perché, poi, l’illuminazione votiva dovrà essere oggetto di una nuova gara. Sul bando di questa estate per l’affidamento esterno del trasporto funebre di indigenti e vittime di reati, il dirigente Fracasso ha spiegato che la procedura si è resa necessaria per la drammatica mancanza di necrofori. E’ in preparazione, infine, il nuovo bando per le sepolture, mentre sulle denunce di mancati pagamenti delle spettanze da parte delle ditte che finora hanno assicurato il servizio, saranno fatte le opportune verifiche.