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Napoli – Un professore dell’Accademia di Belle Arti a Napoli è stato denunciato per molestie sessuali. La procura ha aperto un fascicolo sul caso e i carabinieri si sono recati presso l’ateneo per raccogliere i nomi di docenti e studenti da dover ascoltare per approfondire la questione.

Le indagini sono scattate dopo la denuncia di una ragazza dell’ateneo. Ad appoggiare la studentessa ci sono anche le attiviste del collettivo napoletano del movimento internazionale “No una di meno” che da anni lotta per i diritti delle donne. Le attiviste hanno tappezzato l’Accademia con dei volantini con su scritto “Spodesta il professore che ti molesta” per mettere pressione all’ateneo e pretendere degli interventi decisi. Il Collettivo ha annunciato di volere assistere agli esami tenuti dal docente per tutelare le studentesse: “Come faccio a sentirmi a mio agio con un docente molestatore” è scritto sul profilo Facebook delle attiviste.

Il docente in questione per il momento ha ricevuto un semplice richiamo formale dal direttore dell’accademia senza altre conseguenze. Ma al momento è in malattia da lunedì e quindi non sta effettuando gli esami in calendario. La notizia ha ovviamente scosso tutto il mondo della storica e rinomata Accademia, ubicata nel cuore del centro storico di Napoli. In realtà sono mesi che molte studentesse lamentano atteggiamenti molesti da parte dello stesso docente che, con telefonate, chat e messaggi richiederebbe fotografie di nudo alle giovani allieve.

In un comunicato il presidente dell’Accademia, Giulio Baffi, dichiara di seguire “con molto rammarico questa vicenda che rischia di appannare il comportamento di centinaia di docenti e di complicare il lavoro di tanti allievi che nell’Accademia trovano risposte adeguate alle loro domande di crescita, di attenzione e di formazione intellettuale ed artistica. Ribadisco con fermezza ogni volontà di non sottovalutare e insabbiare una vicenda sconcertante e mi auguro isolata”.

Baffi aggiunge: “Testimonio la mia fiducia nell’operato del direttore Gaeta che, fin dalla segnalazione ricevuta dalla Consulta studentesca ha provveduto ad ammonire formalmente un docente chiedendogli con autorevole fermezza un comportamento non discutibile ed adeguato. Mi risulta evidenzia Baffi – che Gaeta abbia chiesto la collaborazione attiva della Consulta per poter ricevere la segnalazione di eventuali altri casi di scorrettezza verificati nei comportamenti tenuti verso gli allievi e le allieve, senza avere ricevuto alcuna ulteriore informazione in merito. Spero vivamente che la moltiplicazione mediatica dell’evento possa risultare sproporzionata all’evento stesso e dovuta a un pur giusto rifiuto di ogni comportamento e manifestazione che le regole del nostro vivere civile condannano quotidianamente. Sono certo che ogni altro provvedimento che sarà ritenuto necessario in seguito all’evolversi della vicenda sarà prontamente preso”.

A quella di Baffi si aggiunge la voce dello stesso direttore Gaeta che respinge con forza le accuse di non essere intervenuto tempestivamente: “A ottobre mi è arrivata una segnalazione da parte della Consulta degli studenti, ma non supportata da una denuncia sostanziale. Ho provveduto, in via cautelativa, a un richiamo formale al docente affinché si attenesse al rispetto delle regole del codice comportamentale dell’Accademia. Gli ho contestato comunicazioni improprie con studentesse. Il mio è stato un richiamo formale cautelativo a interrompere questi comportamenti in attesa di riscontro di atti oggettivi che al momento non ci sono stati. Ho invitato anche la consulta degli studenti, anche attraverso la garanzia dell’anonimato a farsi parte attiva di ulteriori segnalazioni con elementi di prova che potessero sostenere altre considerazioni, ma al momento non mi è arrivato nulla. Non so niente neanche della denuncia che sarebbe stata presentata “. . In Accademia si parla anche di un altro caso di molestie concretizzato, che riguarderebbe una studentessa straniera che all’Accademia studia all’interno del progetto Erasmus. “Le ho parlato e mi ha detto che le molestie non riguardavano lei, ma erano voci di disagio che aveva raccolto in aula “.
Al fianco degli studenti per esortarli a denunciare sempre interviene invece un docente di Musica dell’Accademia, Marco Messina: “Al di là della vicenda che non conosco, capisco che si possa avere difficoltà a formalizzare una denuncia, ma dico agli studenti di ribellarsi davanti alle ingiustizie”.