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Pomigliano d’Arco (Na) – “Depresso, vai altrove” così Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia è stato accolto a Pomigliano d’Arco, nel Napoletano.
Tanti gli antagonisti accorsi per contestare la presenza di Adinolfi che era in città per presentare il suo ultimo libro “Il grido dei penultimi”.
Atteso, nel pomeriggio di ieri 11 luglio, davanti la sala Distilleria del comune vesuviano è stato accolto da numerosi manifestanti.  “Cinquanta fascisti della Cgil e di Arcigay hanno tentato di impedire l’accesso alla sala” ha commentato Adinolfi.

Lancio di preservativi, nuovi, ma anche bacini ironici in stile Salvini e numerosi slogan contro il leader del Popolo della Famiglia. Nelle contestazioni, sotto accusa, anche il sindaco di Pomigliano d’Arco, Lello Russo, per aver concesso il patrocino del Comune all’evento.
Già nei giorni scorsi vi erano state non poche polemiche in città, da parte della sinistra locale, contro il patrocinio da parte del Comune.

I cittadini coraggiosi di Pomigliano d’Arco – ha spiegato Adinolfi – che hanno sfidato cinquanta fascisti della Cgil e di Arcigay che hanno tentato di impedire l’accesso alla sala. Mi è stato proposto di entrare dal retro. Ho chiesto a tutti i miei collaboratori di andare e poi ho attraversato da solo i contestatori. Entrando a testa alta e dicendo loro quello che penso di chi prova a usare violenza contro le idee degli altri”.
Mentre nelle polemiche resta, tuttavia, anche il sindaco di Pomigliano, Lello Russo.
“Le istituzioni dovrebbero farsi promotrici e garanti dei diritti universali, non cassa di risonanza di posizioni arcaiche e intolleranti. Reputiamo inopportuna la decisione del comune di Pomigliano d’Arco di accordare il proprio patrocinio ad un evento in cui sono promosse idee liberticide e lesive della dignità umana”. Avevano affermato in una nota, di soli due giorni fa, CGIL Campania e CGIL Napoli.

Venticinque secondi dei contestatori di Pomigliano d’Arco. Notare la rabbia strozzata dei più anziani, fatta solo di insulti, l’inconsistenza isterica dei più giovani. Ho guardato Massimiliano Esposito, Luigi Mercogliano e i tanti amici venuti alla prima de Il Grido dei Penultimi, ho mostrato loro due dita alzate e ho detto forte solo tre parole: “Abbiamo vinto noi”.

Publiée par Mario Adinolfi sur Samedi 11 juillet 2020