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Napoli – “Le imprese mafiose sono diventate una componete strutturale del mercato legale grazie a ingenti risorse finanziarie e soprattutto una straordinaria capacita’ di garantire servizi illegali”. Questo quanto dice il procuratore di Napoli Giovanni Melillo durante la videoconferenza sull’operazione Petrol-Mafie Spa che ha portato a 71 misure cautelari. “Le società cartiere, intestate a prestanome, che hanno il compito di realizzare e utilizzare le false fatturazioni grazie alle quali è possibile ottenere straordinari profitti”, continua. L’indagine, ha detto ancora il procuratore di Napoli, dimostra “la capacità di integrazione di strutture e attività criminali, che abitualmente consideriamo distinte e lontane tra loro. Molti si affannano a stilare una sorta di classifica sulla loro pericolosità ma le organizzazioni criminali tendono a operare senza guardare a distinzioni diverse da quelle che concernono le rispettive pretese di espansione affaristica”. Della parte napoletana dell’indagine si sono occupati i sostituti Ivana Fulco, Ida Teresi e Gianfranco Scarfò, coordinati dal procuratore aggiunto Rosa Volpe e quella di Roma, “che ha caratterizzato, sin dall’inizio, le attività di indagine condotte in costante osmosi informativa e in sinergia operativa”. Per Melillo, ancora una volta, risulta provata “l’insufficienza dello stesso concetto di infiltrazione criminale per spiegare la presenza sistematica massiva di imprese fiduciarie delle organizzazioni mafiose in settori economici delicati e complessi”.