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Napoli – Il cerchio, via via, si chiude sempre di più attorno alla vile aggressione ai danni di Arturo, il 17enne aggredito in via Foria, quasi sgozzato, e diventato il simbolo della lotta contro le baby gang. Avrebbe avuto un ruolo di primo piano, un ruolo da “capo”, il ragazzo di 16 anni (17 li compirà a luglio) arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli con l’accusa di aver fatto parte del gruppo di minorenni che ha tentato di rapinare e poi uccidere la giovane vittima. Il 17enne di via Rosaroll, nel “cuore” di Napoli, si salvò per miracolo. Una lama gli tagliò la gola ed ebbe 40 punti di sutura, pochi millimetri e sarebbe stata una tragedia senza fine, senza alcuna speranza. Secondo la Procura dei minori che ha chiesto ed ottenuto dal gip l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, il ragazzo arrestato è uno dei ragazzi che impugnava il coltello. Colui il quale ha ferito Arturo più volte fino quasi ad ucciderlo. In carcere c’è un altro ragazzo, suo vicino di casa, soprannominato “’o nano”, mentre è indagato un 14enne che studia da pizzaiolo, soprannominato “pampers”. Resta un quarto indagato a piede libero ma ha un alibi di ferro: il 18 dicembre alle 18,30 non era in via Foria, luogo dell’aggressione, ma vendeva presepi a san Gregorio Armeno. Il pubblico ministero del tribunale dei Minori ha chiesto un incidente probatorio: vuole subito il faccia a faccia tra Arturo e il suo aggressore.