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Napoli – “È una settimana che attendiamo l’esito dei tamponi”. All’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, una decina di sanitari fra medici e tecnici della Radiologia aspettano risposte ai test per Covid-19 ai quali si sono sottoposti. La vicenda è raccontata  da uno dei medici del nosocomio partenopeo nell’edizione odierna del ‘Corriere del Mezzogiorno’.

“Sono entrato in contatto con un paziente venuto in Radiologia per degli esami. È arrivato sabato 14 marzo, abbiamo eseguito gli esami richiesti, con me c’erano altre persone che l’hanno manipolato: 4 medici e tre tecnici”. Terminate le radiografie il paziente torna nel reparto di Medicina interna, ma di lì a qualche ora si scoprirà che è positivo al coronavirus.

Tampone per tutti, i sanitari del reparto e quelli della Radiologia: “Martedì 17 – spiega il medico al quotidiano – ci sottopongono a tampone, ebbene da allora siamo in attesa di avere il responso. Se dovessi essere positivo, sarei un asintomatico e pur tuttavia continuo a lavorare, a venire in reparto. Tra l’altro, la sera torno a casa, esponendo eventualmente i miei familiari al rischio, benché mia moglie faccia lo stesso mio mestiere, è medico ma all’ospedale di Pozzuoli”.

I ritardi sulle risposte: “I nostri tamponi sono stati inviati all’ospedale San Paolo, dove afferiscono quelli eseguiti al Vecchio Pellegrini. Da quello che risulta a noi, dalle voci che corrono, è che lì operano soltanto due analisti di laboratorio. Il collo di bottiglia è evidente. I tamponi ci sono — conclude — pare che comincino a scarseggiare ireagenti. È un problema del San Paolo ma ci chiediamo, a questo punto, se non sia più generale”.