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Napoli – I “Nutella Biscuits” sono l’oggetto del desiderio di tutti. Studiati e testati per 10 anni dalla Ferrero e pubblicizzati in maniera gloriosa prima del lancio, in sole tre settimane sono andati a ruba. E ora sono introvabili in qualunque supermercato della penisola. Ecco che quindi a Napoli c’è qualcuno che si è inventato un nuovo business: vendere a peso d’oro il frutto proibito dell’eden. Alcuni commercianti (abusivi e non) sono arrivati a vendere i sacchetti di biscotti al prezzo folle di 8 euro. Sulle bancarelle dei mercatini della città sono stati esposti i “Nutella Biscuits” alla poco modica cifra di 6 euro perché “sono introvabili”.  

A Mergellina qualcuno vende una confezione a otto euro, mentre al Vasto, in un minimarket, costavano sei euro, giusto il doppio, così come nei mercatini del centro storico Ma il business dei “Nutella Biscuits” a prezzo maggiorato non è un’idea tutta napoletana. Nei giorni scorsi alcuni rivenditori hanno cominciato a “spacciare” i tanto desiderati biscotti al doppio del prezzo anche su Amazon, la multinazionale dell’e-commerce, in queste ore impegnata nella giornata conclusiva del Black Friday.

Insomma, in soli 20 giorni sono stati venduti più di 2.6 milioni di confezioni. Ma la domanda che sorge spontanea è: perché sono così introvabili? Vista la vendita massiccia nelle prime ore come mai un’azienda enorme come la Ferrero non ha provveduto subito a produrre e immettere nuove confezioni sul mercato? Ci sono due teorie al momento. Quella ufficiale della Ferrero è che neanche loro avevano previsto questo boom. L’altra teoria invece sostiene che è tutto studiato a tavolino. Alcuni esperti del settore infatti hanno proposto l’opinione che si tratti di un’ingegnosa strategia di marketing: far crescere sempre di più il desiderio dei “Nutella Biscuits”, sponsorizzandoli ovunque ma non accontentando, almeno nella fase iniziale, la sempre più crescente domanda dei consumatori.